Imprese edili e artigiane soffrono maggiormente per i crediti non riscossi

Secondo una ricerca di D.A.S., il Trentino è la regione più tempestiva nei pagamenti alle imprese, mentre, più si scende lungo la Penisole, maggiori sono i ritardi

D.A.S., “la più antica ed esperta organizzazione internazionale specializzata nella Tutela Legale”, legata ad Alleanza Toro S.p.a., ha analizzato le pratiche di recupero crediti avviate, nei sei mesi scorsi, dai clienti titolari della propria polizza Difesa Business, la quale, attraverso una linea di 10 prodotti dedicati, fornisce assistenza, consulenza e tutela legale alle pmi, per gli eventuali inconvenienti che si possono generare nel corso della gestione aziendale. Da tale analisi è emerso che, a soffrire maggiormente per la mancata riscossione dei crediti, sono primariamente le imprese edili, siano esse piccole, medie o grandi, e quelle piccole artigiane.

La medaglia d’oro per la tempestività nei pagamenti alle imprese sembra andare al Trentino Alto Adige, che, con una media di circa 80 giorni – comunque considerata alta se paragonata alle medie dei Paesi Scandinavi, della Germania o delle altre nazioni est-europee, quali Polonia ed Estonia – risulta la regione italiana più affidabile e puntuale.

Relativamente buona anche la situazione di Liguria ed Emilia Romagna, le quali hanno una media di 5 giorni in più rispetto al Trentino. Accettabili anche i tempi riferiti a Friuli-Venezia Giulia, Marche e Veneto.

L’ultima posizione sembra invece essere occupata da Abruzzo – un record in negativo tristemente legato ai recenti disastri naturali che hanno coinvolto questa zona – Basilicata e Calabria, le quali, con un ritardo medio di un mese in più rispetto al Trentino, sono le regioni peggiori per tempi di pagamento. In particolare è la Basilicata a risultare la più lenta in assoluto nei pagamenti, con una media di 3 mesi e 2 settimane; qualche giorno in meno per Puglia e Calabria, mentre in Campania sono state registrate attese medie di poco superiori ai 3 mesi.

Tendenzialmente, quindi, ciò che D.A.S. ha evidenziato è che, più si scende lungo la Penisola, più ampie sono le difficoltà per le imprese ad ottenere gli importi dovuti.

Sottolinea Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di D.A.S. Italia, come, dall’indagine realizzata, risulti che «oltre il 70% degli imprenditori e il 78% dei liberi professionisti interpellati aveva manifestato l’esigenza di una polizza di tutela legale per gestire il recupero dei crediti, a riprova di quanto sia in questo periodo un’esigenza prioritaria e legata alla sopravvivenza stessa dell’azienda. Solo quest’anno – continua – su oltre mille pratiche abbiamo recuperato circa 3 milioni di euro, quasi l’80% delle somme dovute ai nostri clienti. Tutti i settori merceologici sono colpiti e interessati dal fenomeno delle insolvenze ma le imprese edili e quelle artigiane di falegnameria o carpenteria metallica ne soffrono più delle altre».

Difesa Business, proposto da D.A.S., si compone di 10 coperture studiate appositamente per le varie tipologie di impresa (Difesa azienda, Difesa impresa edile, Difesa artigiano, Difesa attività commerciale, Difesa impresa agricola, Difesa condominio, Difesa albergo, Difesa professionista) o per singole figure aziendali (Difesa dirigenti&quadri e Difesa amministratori di società). A completare la linea è Difesa al volante, per la tutela delle aziende nell’ambito della circolazione stradale. Un modo, quindi, per rispondere alle specifiche esigenze legate alle differenti attività, attraverso una rete di oltre 1100 tra agenzie e broker.

«La migliore collaborazione che abbiamo ravvisato in Trentino – ricorda ancora Roberto Grasso – è senz’altro dovuta alla maggior conoscenza sul territorio della tutela legale e della nostra compagnia. In questa parte d’Italia e meglio ancora in altri Paesi (es. Germania, Austria) piccoli imprenditori e professionisti italiani hanno capito che a un costo contenuto – bastano 250 euro l’anno – si può ottimizzare la gestione dei rischi aziendali utilizzando le assicurazioni di tutela legale. Del resto anche la via giudiziaria in Italia è molto sconfortante. Da noi la soluzione di un contenzioso economico nei vari gradi di giudizio dura mediamente più di 3 anni e mezzo, collocandoci agli ultimi posti nel mondo. Senza contare, poi, che il 30% del credito si perde, comunque, nelle spese giudiziarie, specie quelle per pagare l’avvocato».

Pubblicato su: pmi-dome

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