In aumento le possibilità occupazionali nel settore finanziario-assicurativo

Le stime, relative al primo trimestre del 2011, parlano di un incremento del 7% del tasso occupazionale rispetto allo stesso periodo del 2010 e del 3% rispetto al trimestre precedente

Seppur con toni piuttosto cauti, torna a regnare un certo ottimismo nelle prospettive occupazionali relative al contesto italiano.

In particolare sembra che le maggiori opportunità si registreranno nell’ambito finanziario-assicurativo, che include – è bene ricordarlo – anche il settore immobiliare e quello dei servizi rivolti alle imprese: stando alle statistiche, l’occupazione salirà, nei primi tre mesi del 2011, di ben 7 punti percentuali, un dato che, tuttavia, si traduce in un aumento dell’1%, considerando l’aggiustamento stagionale. Dal confronto con periodi temporali differenti, si delinea, comunque, una tendenza estremamente positiva nel mercato occupazionale dei vari istituti di credito e assicurativi; si stima un incremento del 3% rispetto al trimestre precedente e addirittura del 7% rispetto allo stesso periodo del 2010.
L’Abi, associazione bancaria italiana che “opera promuovendo iniziative per la crescita ordinata, stabile ed efficiente del Sistema bancario e finanziario”, sottolinea come «le banche italiane in questi ultimi anni» abbiano «mantenuto la capacità di favorire una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali, anche a fronte del difficile andamento dell’economia. Con una percentuale occupati a tempo indeterminato che si aggira intorno al 96 per cento, non si è profilata alcuna questione precariato».

Con un aumento compreso tra lo 0,5 e l’1% degli occupati negli ultimi anni, il sistema bancario individua, nell’attuale momento storico, nuovi segnali di fiducia nella ripresa economica, segnali che l’Abi spera di veder moltiplicati proprio a partire dai primi mesi del 2011: «per il futuro le prospettive sono legate alla necessità di continuare a conciliare le esigenze di competitività delle imprese bancarie con quelle dei lavoratori. Un equilibrio più che mai necessario per un settore chiamato a confrontarsi a livello internazionale in termini di sviluppo costante del grado di efficienza e di crescita».

Anche con riferimento al comparto immobiliare, che vede impiegati circa 250 mila addetti in 30 mila agenzie, le previsioni sull’occupazione sembrano essere buone, seppur condizionate dall’entrata in vigore di alcune misure normative e fiscali richieste dalla categoria; spiega Paolo Righi, presidente della Fiaip, federazione italiana agenti immobiliari professionali, come le rilevazioni e le analisi fatte segnalino «un incremento del numero degli occupati nell’ordine del 3-4% su base annua. Ma questo è un dato che deve essere rapportato al calo dei lavoratori che si è registrato nel 2010, e che ha visto la chiusura del 10 per cento di tutte le agenzie presenti sul territorio». «Il via libera alla cedolare secca al 20% farebbe rientrare i piccoli imprenditori nel mercato immobiliare ai fini della locazione e rimetterebbe in circolo i 3 milioni di case vacanza che vengono affittate prevalentemente in nero. Di riflesso ci sarebbero degli indubbi benefici sull’occupazione, sia nel nostro settore sia in quelli collegati. Ma la crisi politica e lo spettro di nuove elezioni rischia di minare questo iter normativo-finanziario e il consolidamento del comparto immobiliare».

Pubblicato su: pmi-dome

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