Sondaggio sull’uso dei Social Network per la ricerca di lavoro in Veneto

BUONGIORNO!

Come i miei fedelissimi già sanno, sto frequentando un master in Diritto del Lavoro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia… Nell’ambito di questo percorso formativo, con l’intenzione di approfondire i miei precedenti studi in Comunicazione, ho scelto di indagare una delle più attuali tendenze relative alle dinamiche dell’ incontro tra domanda e offerta di lavoro, cioè il reclutamento di lavoratori attraverso le piattaforme di social networking (per gli amanti dei tecnicismi, parliamo di “Social Recruiting”)…

Ho predisposto un sondaggio per approfondire, in particolare, il punto di vista dei Jobseeker veneti su questa tendenza. Chiedo a tutti voi internauti residenti nel territorio veneto la cortesia di concedermi cinque minuti del vostro tempo per rispondere alle domande che seguono e vi invito a fornirmi qualsiasi opinione, impressione o richiesta di informazioni, commentando questo post o inviandomi una mail all’indirizzo robertabarbiero2@gmail.com! Grazie a tutti, Roberta

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3 commenti

  1. Ciao Roberta, ho appena speso un pò del mio tempo nel rispondere al tuo questionario e ora ne spenderò un’altro pò per lasciare un commento. Sinceramente, trovo la tua analisi molto affascinante e, soprattutto, ne aspetto la pubblicazione dei risultati. Questa curiosità è legata ad una mia teoria che la tua indagine potrebbe corroborare o affossare. Ritengo infatti che il Veneto (ma forse dovremmo parlare di Italia in generale) sia uno dei luoghi più arretrati dal punto di vista del corretto sfruttamento delle piattaforme social. Infatti, l’utente medio di facebook (cito quest’ultimo in quanto, credo, sia il social più utilizzato) fa solamente una cosa: cambia immagini di copertina e/o del profilo. La pochezza dei contenuti nelle pagine di un utente veneto (italiano) medio è a volte disarmante. E di conseguenza le aziende non credo siano interessate ad un mezzo che non da alcun feedback sulla capacità o sulla personalità della persona, assolutamente imperscrutabili da una immagine cambiata ciclicamente. Sul perchè i social network siano così (passami il termine) “deprimenti” in Italia si potrebbe stare a discuterne per ore, poichè si tratta di sondare ed analizzare tutta una serie di fattori legati ad età, titoli di studi, condizione sociale etc etc dei fruitori ma, onestamente, non credo sia questa la sede adatta! Spero che i miei feedback possano esserti di aiuto e ti auguro una riuscita positiva dei tuoi studi e delle tue analisi!

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  2. Buonasera Roberta, sono uno degli amministratori del gruppo Facebook “LavoriAMO”. Questo gruppo è stato fondato a maggio 2014, e nasce con l’intento di darsi una mano, nella ricerca di un’occupazione, in un momento difficile.
    Sono interessato a conoscere i risultati della sua indagine proprio per cercare di meglio comprendere quali sono le dinamiche delle persone che si affacciano (o non si affacciano) ad uno strumento come il ns.
    La finalità è ovviamente quella di meglio tarare eventuali ulteriori strumenti per facilitare i jobseeker.
    Nel ringraziarla, la invito a visitare il gruppo e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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  3. Grazie infinite a entrambi per il vostro riscontro!
    @giovanniguidolin: Il tuo “pessimismo” è più che comprensibile… Io non ho analizzato le prassi fruitive generali degli utenti social italiani, mi sono concentrata sulle implicazioni relative al momento di incontro tra domanda e offerta di lavoro e posso dire che un certo livello di consapevolezza esiste e vi sono segnali che lasciano ben sperare per il futuro: gli utenti veneti sembrano – più di quanto riscontrato a livello nazionale – dare un peso forte, almeno nelle intenzioni, agli aspetti relazionali sottesi alle piattaforme, dunque al potere dello scambio e delle relazioni, vero punto di forza di questi mezzi per la ricerca di un’occupazione. Tuttavia gli ostacoli allo stabile imporsi delle prassi di reclutamento tramite social sono moltissimi e riguardano innanzitutto la tendenza delle aziende a fare ricorso ai canali cosiddetti “informali” per ricercare candidati. E’ difficile ammetterlo, in un mondo sempre più interconnesso e potenzialmente in grado di garantire procedure trasparenti ed eque, ma anche nell’attuale contesto storico essere “figlio di” o “amico di” nella vita reale aiuta molto più rispetto a qualunque altro canale per trovare lavoro… Tutte le stime da me riportate confermano questa tendenza, comprese quelle risultanti dal mio sondaggio.
    Nel prossimo post su questo blog pubblicherò alcuni dei risultati emersi nel corso della rilevazione; se vorrete un resoconto più ampio di quanto emerso, potete scrivermi una mail di richiesta a robertabarbiero2@gmail.com. Grazie ancora, buona giornata, Roberta

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