Dati e tendenze della mobile economy

Al Forum della Comunicazione Digitale 2012 gli addetti al settore si sono interrogati circa le reali dimensioni del fenomeno mobile

un’Italia insolita quella vista alla terza edizione del Forum della Comunicazione Digitale, l’appuntamento annuale imperdibile per top manager, tecnologi e comunicatori che intendano creare nuove opportunità di business, condividere know how e fondare solidi legami con istituzioni, media e associazioni, allo scopo di promuovere l’innovazione nella comunicazione digitale e, per questa via, lo sviluppo del nostro stesso Paese.

Insolita perché viva, partecipativa, innovatrice e, soprattutto, fiduciosa.

Più di 2.500 partecipanti, 53 partner e oltre 100 relatori di altrettante sessioni di lavoro (tra keynote, workshop, dibattiti, interviste e conferenze) si sono ritrovati lo scorso martedì 7 febbraio 2012, presso nell’esclusiva location di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, a Milano. Organizzato da Comunicazione Italiana – “il primo ‘Business Social Media’ italiano” che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 45.000 top manager e professionisti del settore – il Forum della Comunicazione Digitale 2012 ha avuto come focus principale “l’Italia che innova”.

Uno slogan piuttosto significativo, “apriamo i cancelletti“. Uno spot ufficiale realizzato da Keyframe, un team di giovani registi e videomaker, attraverso la piattaforma di video crowdsourcing Userfarm.

Centinaia di tweet con hashtag #forumdigitale2012. Diverse tematiche – frutto delle preferenze espresse dalla stessa community dei partecipanti, attraverso un apposito sondaggio online – legate all’innovazione tecnologica, alle nuove opportunità messe in campo dalla rete, ai fenomeni digitali di più ampia diffusione sociale e alle nuove strategie di divulgazione aziendale.

Alle visioni e ai trend della mobile economy è stata dedicata, in particolare, la sessione plenaria di apertura, condotta da Giovanni Iozzia, Condirettore di Panorama-Economy.
Illuminante l’intervento di Carolina Gerenzani, technology sector head di Tns Italia, la quale ha presentato i dati riferiti al contesto italiano e ricavati da una campione di 1.064 utenti, ma provenienti da un’indagine mondiale realizzata su 70mila internauti.
Da tale indagine emerge come il 91% degli italiani utilizzi la rete da pc, il 28% da smartphone (registrando un aumento di ben 80 punti percentuali rispetto al 2010) il 5% da tablet, il 7% da game console e il 5% da connected tv.
“Gli internauti da mobile sono una punta avanzata dello spaccato socio-demografico, ma soprattutto sono un target molto attivo in rete a livello di ricerca informativa da un lato e di elaborazione dell’informazione dall’altro”, ha affermato da Gerenzani; “conoscono la tecnologia e la utilizzano per migliorare la propria vita”.
I dispositivi mobili vengono utilizzati primariamente per inviare e ricevere le mail, ma anche per il social networking: “l’82% dei mobile surfer – continua la Gerenzani – ha fatto attività di social networking nelle ultime 4 settimane e dedica circa 6 ore alla settimana a questa attività via mobile. Di loro, due internauti su tre hanno meno di 34 anni”.

In media un utente italiano possiede 206 amici, 30 in più rispetto al 2010, e il 63% interagisce con la metà degli amici; se a questo si aggiunge il fatto che il 48% è connesso socialmente a un brand, si relaziona ad esso per conoscerne le novità e per esprimere le proprie opinioni, ci si rende facilmente conto di come sia sempre più concreta, per le aziende, la possibilità di fare azioni virali di marketing e comunicazione. Sempre con riferimento alla dimensione social, pare che la maggior parte degli utenti (ben tre quarti) conosca il servizio di geolocalizzazione, tuttavia soltanto l’11% risulta effettivamente connesso, il 13% pensa che lo diventerà, mentre, dato assai più rilevante, il 53% non intende esserlo.
A coinvolgere gli utenti in mobilità sono anche banking online e gaming: “il 36% tra i mobile surfers gioca giornalmente”, ha spiegato la Gerenzani; “tra coloro che giocano, il 75% gioca nei social network”.

Il 74% degli intervistati, poi, “conosce l’m-commerce, sia tramite app che tramite sito ed il 12% ha già acquistato qualcosa tramite il telefono cellulare”. Le app hanno, in particolare, agevolato notevolmente l’esperienza di navigazione degli utenti e sempre più si va alla ricerca di consumer generated media; cresce, di conseguenza, la forza dei gruppi di acquisto, tanto che il mobile commerce arriva sempre più ad identificarsi con il social shopping.

Ci si connette in mobilità mentre si fanno altre cose: mentre si guarda la tv, si fanno acquisti, si ascolta la radio, mentre si legge o si gioca; i dispositivi mobile permettono, infatti, agli utenti di essere sempre connessi (abilitano il cosiddetto “always on”), moltiplicano i touchpoints di comunicazione e fanno evolvere le pratiche fruitive e il ruolo stesso degli internauti: “l’utente – ha concluso la Gerenzani – legge post (74%) e scrive (48%), diventando egli stesso media, produttore di contenuti, come sappiamo nei formati più disparati, evolvendo il suo ruolo da mero attore passivo della comunicazione broadcast a fruitore ed elaboratore, soggetto proattivo nella filiera di comunicazione globale”.

Diventa, quindi, necessario, per le aziende, riuscire ad intercettare e coinvolgere il nuovo pubblico dei mobile surfer, un pubblico attivo, vivo, che parla al brand e del brand, che influenza i comportamenti d’acquisto del proprio network sociale di riferimento, che è capace, in definitiva, di contribuire attivamente alla creazione dell’universo valoriale dell’impresa.
Nel corso della sessione di apertura, è intervenuto anche Alessandro Colafranceschi, Head of Global Online Banking Unicredit, secondo il quale la strada del social rappresenterebbe una grande opportunità, da sfruttare non tanto allo scopo di fare brand awareness, quanto piuttosto per il product development, dunque per imparare a conoscere le opinioni del proprio pubblico, sempre più presente e attivo nella rete; un’alternativa, dunque, potenzialmente in grado di abolire la centralità dei focus group nella comprensione delle dinamiche di approccio dell’utente.

Attivata la discussione attorno alla mobile economy, non sono mancate, ovviamente, neppure le testimonianze di quanti vedono il nostro Paese ancora un tantino indietro nell’esplorazione delle reali potenzialità derivanti dall’innovazione mobile. Andrea Prandi, ad esempio, Senior Vice President Communications Edison, ha sottolineato come ancora nessuna agenzia arrivi a consigliare ai propri clienti l’utilizzo del mobile per ottimizzare le proprie campagne di comunicazione, perdendo, in questo modo, l’occasione di diffondere nuovi stimoli – come quelli derivanti dal binomio mobile e gamification – e, di conseguenza, di avere un ritorno maggiore in termini d’immagine e in termini prettamente economici.

Tutti gli anni è l’anno del mobile, ma poi spunta sempre un problema”, ha ricordato, inoltre, con ironia, Lorenzo Barbantini Scanni, Presidente di The Name Group (società di Flumen Communications Companies), passando, poi, ad analizzare i meccanismi virtuosi innescati dal mobile e utili a sostenere il brand nell’aumento dell’engagement, meccanismi che è necessario inquadrare in una strategia ben definita e corale: “il mobile non è uno strumento ‘stand alone’” – ha evidenziato – ma parte di una strategia multicanale che non può prescindere dai diversi touchpoints per mantenere vivo il rapporto con il target dei brand”. Di particolare interesse, poi, l’evoluzione di “servizi prima considerati innovazioni come la localizzazione e la realtà aumentata” e che “adesso prendono piede in aree mainstream” e l’affermazione delle “remote apps, applicazioni che, parlando con un sensore in un oggetto di vita comune, rendono possibili interazioni anche nel mondo digital”. Sembra farsi, quindi, sempre più sottile il confine tra mondo reale e mondo digitale, in un processo di continua compenetrazione tra le due e in una nuova manifestazione del concetto di “realtà aumentata”. “Guardando al futuro – ha concluso Barbantini Scanni – penso si affermeranno sempre più le apps su Facebook che, oltre a interagire con i fans dei brand per creare sistemi di engagement, stimolano una ‘conversion’ verso l’uso dei servizi/prodotti dei clienti”.

Antonio Turroni, Partner e Managing Director The Boston Consulting Group, ha posto l’accento su come non sia più possibile ragionare come si faceva un tempo, “per singolo mezzo”, ma di come si renda necessaria la creazione di strumenti di gestione integrata che aiutino le aziende a coordinare la propria azione su più piattaforme e più devices.

A evidenziare l’importanza di svincolare l’approccio di analisi dall’unicità del supporto fisico, è stato anche Enrico Gasperini, Presidente Audiweb, Presidente e Venture Partner Digital Magics, secondo il quale “è fondamentale il tema della misurazione multischermo, per garantire standard e metriche condivise indispensabili per la comprensione del mercato. Audiweb si sta muovendo in questa direzione, sviluppando un sistema di misurazione esteso ai nuovi schermi, indispensabile per i marketers e per dare ulteriore slancio allo sviluppo del settore”; un sistema fondato sulla volontà di capire “cosa fa la singola testa, non come si comporta il mezzo che naviga”. “Il 2011 – ha rivelato Gasperini – è stato l’anno dello start up del mobile marketing e il 2012 ne vedrà il decollo, mentre l’ADV online è l’unico comparto pubblicitario in crescita”. Stando ai dati preliminari raccolti da Audiweb con il nuovo sistema, sarebbero 10 milioni gli utenti smartphone presenti ogni mese sulla rete, a fronte dei 27 milioni di utenti pc, mentre la pubblicità mobile sarebbe in svantaggio di 5 punti percentuali rispetto a quella su pc e pare persistere un digital divide di natura anagrafica (“sopra i 55 anni decade l’interesse nel digitale”). Le app, poi, “sono un business per chi ha gli store – ha osservato Gasperini – e non pensiamo solo al mobile, ma anche alle facebook apps, come Zynga”. L’agenda digitale dovrà, allora, ha concluso, “favorire l’innovazione, la creazione di start up”, non facendo vivere il comparto di sovvenzioni, ma defiscalizzando “chi crea azienda, favorendo la creazione”.

Oltre alla mobile economy, numerosi sono stati i temi presi in considerazione, dalle Digital PR, ai cambiamenti subiti dall’industria dell’intrattenimento in era digitale, dal social shopping alle sfide poste dalle cosiddette Smart City.
Sono pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti dall’ultima edizione del Forum Digitale” ha afferma Fabrizio Cataldi, fondatore di Comunicazione Italiana: “seppur in un periodo caratterizzato da una congiuntura economica negativa, le tematiche inerenti la comunicazione digitale risultano di grande interesse per tutti, dagli addetti ai lavori agli uomini di business fino ai giovani, che hanno partecipato numerosi e con interesse alle sessioni proposte dalla giornata. Nonostante la crisi, il settore della comunicazione si dimostra sempre carico di una spinta innovatrice, della volontà di confrontarsi con gli scenari proposti dalla società e dall’economia e, in questo contesto, possiamo affermare serenamente che ancora una volta Comunicazione Italiana ha saputo cogliere lo spirito dei tempi”.

Tra le novità, infine, in arrivo per la prossima edizione della manifestazione, vi sono una nuova location, più grande e dunque più idonea ad accogliere la grande adesione di pubblico, e un nuovo respiro internazionale – come risulta evidente dal nuovo nome scelto, World Digital Forum – per permettere alle realtà estere di entrare in contatto con gli operatori del settore in Italia.

Pubblicato su: pmi-dome

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E-festival: le diverse anime della Rete

Sta per partire l’appuntamento milanese con la condivisione e la cultura digitale: una serie di iniziative votate al business ed all’innovazione

“Contribuire a colmare il digital divide del nostro Paese divulgando una cultura del mondo digitale costruttiva e positiva”. È l’obiettivo dichiarato dai promotori dell’e-festival, il festival interamente dedicato alla Rete che, dal 19 al 23 settembre 2011, animerà con incontri, discussioni e performance la normale routine milanese.

Si tratta della terza edizione – riformulata – di una manifestazione organizzata dai fondatori di Augmendy, Marco Antonio Masieri e Marco Montemagno, che aspira a porsi come punto di riferimento fondamentale per la materia e pretesto di incontro tra aziende e operatori del mercato social e digital. Essa si svolge due volte l’anno, a febbraio e a settembre, alternativamente a Roma e a Milano, e ha conosciuto, rispetto alla prima edizione, una fortissima crescita, non solo in termini di adesioni numeriche (dagli iniziali 25.000 ai 40.000 partecipanti dell’ultima edizione romana di febbraio), ma anche con riferimento alla qualità e all’ampiezza di proposta. Il programma ufficiale delle attività – completamente gratuite fino ad esaurimento dei posti disponibili – è consultabile sul sito dell’e-festival, dal quale è possibile procedere con la registrazione alle stesse.

Paola Pandolfi, spoke person di e-festival, ha sottolineato come il riscontro del pubblico sia anche per questa edizione “sicuramente positivo”: “abbiamo visto tutta la rete, la community in attesa, scalpitante per l’apertura delle registrazioni e per la pubblicazione del programma on line. Vediamo che c’è tanto entusiasmo, anche perché siamo riusciti sempre a garantire la trattazione delle tematiche più svariate. Anche i partner che ci seguono appartengono a categorie che non sono solo quelle tecnologiche, come, magari, una manifestazione di questo tipo potrebbe fare intendere; quindi anche per questa terza edizione ci sentiamo sicuramente ottimisti per avere una grandissima adesione. Infatti il nostro obiettivo è sicuramente quello di riconfermare l’altissima adesione avuta la scorsa edizione di febbraio a Roma che ha visto 40 mila persone coinvolte: cercheremo di replicare, quanto meno”.

Cinque giorni di eventi e iniziative rivolte a tutti gli utenti, reali e potenziali, della Rete, allo scopo di aiutare la comprensione circa la natura effettiva del “nuovo” mezzo, le dinamiche ad esso sottese, le funzionalità offerte e gli scenari possibili, nella piena consapevolezza che il Web non sia esclusivo appannaggio di una cerchia di esperti, che l’innovazione rappresenti più una necessità che non una banale alternativa per molte realtà aziendali e che dalla seppur fugace commistione di competenze e inclinazioni possa derivare un accrescimento personale, estendibile alla propria realtà professionale.

Se diretta con perizia e cognizione, infatti, un’azione corale di riflessione sulla Rete non può che condurre a creare nuovi stimoli e nuovi slanci propositivi e, con essi, nuove idee d’impresa: riscrivere i significanti per identificare nuovi significati, capaci di intraprendere strade finora inesplorate o addirittura impensabili, che facciano del coinvolgimento e della contaminazione il proprio punto di forza. Tramite il mezzo digitale, è, infatti, possibile dare forma ad una comunicazione veramente trasversale, che arrivi a coinvolgere tematiche, professionalità e competenze provenienti da settori diversissimi tra loro, nella precisa volontà di far nascere ipotesi, intuizioni e proposte concrete da tale comunicazione.

Condivisione, allora, come parola chiave per un periodo storico in cui, al concetto di pirateria, sembra di poter legare delle sfumature positive; un periodo storico in cui il contenuto sembra prescindere dalla forma o, talvolta, legarsi ad essa al solo scopo di reinventarla; un periodo storico, infine, in cui non si è più disposti a pagare per un bene di consumo, ma per il consumo stesso.

In Italia sembrano persistere alcuni ostacoli allo sviluppo di nuovi approcci imprenditoriali basati sulla rete, anche se non pochi sono i passi avanti fatti in questa direzione: “sicuramente le barriere infrastrutturali sono quello che complicano maggiormente le cose, piuttosto che quelle politiche”, afferma Pandolfi; “personalmente, però, direi che le barriere si sono attenuate negli ultimi anni: il fatto che molti strumenti pensati per gli imprenditori siano ormai presenti on-line in forma free permette, in realtà, che le aziende riescano a svilupparsi più facilmente, mentre, anche solo pochi anni fa, alcune difficoltà rappresentavano uno scoglio maggiore”. Alle problematiche sulle infrastrutture necessarie all’implementazione dei nuovi media digitali, si accompagnano, tuttavia, ancora delle remore di ordine culturale circa l’enorme portata dell’opportunità digitale ed è proprio attorno a tale opportunità che si svilupperanno dibattiti, azioni e dimostrazioni.

La Rete abbraccia trasversalmente un pubblico eterogeneo, sfugge le tradizionali classificazioni, anche territoriali, e si fa forza comune le cui premesse e i cui esiti possono essere tra i più disparati; uno dei suoi punti di forza è certamente la dimensione internazionale, che ben si esprime nella volontà di tenere la manifestazione anche in altre 20 città del mondo, in contemporanea all’appuntamento milanese. Da non sottovalutare, tale aspetto apre emblematicamente le porte dell’Italia all’estero, contribuendo, da un lato, ad aumentare la credibilità del nostro Paese e, dall’altro, a generare interesse per le nostre risorse umane e culturali anche al di fuori dei confini nazionali, nella speranza di future partnership e collaborazioni con investitori e stakeholder di ogni nazionalità.

L’ eterogeneità che contraddistingue la Rete ha, inoltre, imposto una ricerca del tutto originale nella formula di realizzazione del festival, che prevede il decentramento dell’apparato organizzativo in più unità indipendenti, dove chiunque può contribuire, proponendo idee, ospiti, location, partner e la propria candidatura ad entrare nel team promotore. Il contributo volontario di persone terze, estranee al team organizzativo “è stato assolutamente rilevante”, dichiara Pandolfi: “l’agenda è stato costruita con eventi in parte nostri, o comunque di partner, in parte riconducibili a tutta una serie di organizzatori indipendenti che ci hanno inviato, semplicemente compilando un form on-line, la propria proposta di evento. Posso assicurare – prosegue – che, anche in questo caso, l’entusiasmo è stato elevatissimo e sono numerosissime le proposte (che ormai non sono più semplici proposte, ma eventi reali) che ci sono arrivate”.

È ancora dall’estrema varietà propria del web che sembra derivare la suddivisione in più anime dell’evento stesso: il nuovo format di divulgazione digitale coinvolgerà, allora, nello stesso momento, sia il grande pubblico generico, sia le realtà imprenditoriali di qualunque dimensione, sia, infine, i giovani innovatori che aspirino a diventare gli imprenditori di domani.

Da una parte troviamo, infatti, il Festival della rete, una serie di iniziative definite “non convenzionali” dedicate ad un pubblico prevalentemente consumer: caccia al tesoro, cruciverba, flashmob, attività di  guerrilla, breakfast, aperitivi, cene, concerti, esibizioni, performance e un treno Frecciarossa sociale che il 14 settembre, in occasione della conferenza stampa di lancio dell’e-festival, percorrerà ad alta velocità la tratta Roma-Milano, segnando un passaggio simbolico di testimone dall’ultima edizione romana alla prossima milanese;  un “viaggio al centro dell’Innovazione”, un “laboratorio mobile” che permetterà ai partecipanti di incontrare – nella formula dello Speed Business (15 minuti a rotazione) – una trentina di esperti della StartUp School (http://startupschool.it/), imprenditori e investitori del mondo digitale.

Parallelamente al Festival della rete, si svolgerà la Social media week, rivolta al mondo business e inaugurata per la prima volta nel 2009 a New York (dove è giunta alla sua quinta edizione), prima di essere importata nel 2010 in Italia, da Augmendy appunto. All’interno della “settimana dei media sociali” verranno proposte, in una cornice più formale, numerose situazioni di incontro e approfondimento di tipo B2B: conference, convegni, workshop, presentazioni,aperitivi business, meeting, seminari, corsi e dibattiti, coerenti ad uno dei cinque percorsi tematici (definiti “le 5 C”) proposti dal team promotore del festival.

Un’occasione – ha ricordato la Pandolfi – per cogliere l’evoluzione che la comunicazione aziendale ha conosciuto negli ultimi anni, laddove “carta e telefono nella vecchia definizione sono un po’ scomparsi. La rivoluzione digitale nelle aziende è stata fatta soprattutto dalle tecnologie che ormai sono disponibili e da tutti quei servizi e funzioni che derivano dall’utilizzo di questi nuovi strumenti. Una delle riflessioni che maggiormente si fa in questo periodo riguarda la diffusione nell’utilizzo di smartphone e tablet e l’influenza che hanno, sia nell’uso comune e personale sia  a livello aziendale. Quindi gli interrogativi si concentrano su questi strumenti, che segnano, poi, di fatto, la scomparsa degli strumenti di uso più tradizionale. Nuove funzioni rendono la vita molto più semplice: pensiamo anche a fenomeni come il mobile ticketing e il mobile payment, che si stanno sviluppando in questo momento e che segnano un cambio di rotta non indifferente”.

La Social Media Week, fin dal nome, sembra lanciare un invito chiaro alle imprese, un invito ad agire, a reinventarsi nel nome della rete. Le piccole realtà si sentono ancora piuttosto intimorite dai nuovi canali social, che le obbligano ad esporsi e porsi al di fuori dei confini tradizionali; esse si interrogano se valga davvero la pena spingersi verso una strada che può facilmente rivelarsi un’arma a doppio taglio. Su questo punto, tuttavia, la Pandolfi sembra avere le idee chiarissime: “secondo i nostri osservatori, al giorno d’oggi, anche se in maniera ridotta, bisogna esserci. Questo perché, comunque, la ricerca ormai viene fatta prevalentemente on-line, quindi, per avere informazioni, le persone vanno on-line e non sfruttano solo la ricerca generica, ma soprattutto i social network; quindi è banale dire che, comunque, la pagina Facebook o il profilo su LinkedIn al giorno d’oggi sono fondamentali e, come il sito internet, per un’azienda non possono mancare. Questo serve sia per l’utente, sia per l’azienda stessa che, attraverso questi mezzi, ha la possibilità di interagire direttamente con i propri utenti e la clientela in generale; è quindi molto più semplice riuscire ad avere dei feedback, positivi o negativi che siano, in maniera diretta e molto spesso il cliente predilige proprio questo tipo di rapporto”.

Le tematiche trattate non si limiteranno, però, all’ambito dei social network, ma saranno “le più trasversali. Quest’anno il payoff della manifestazione è ‘democratizing technology’, un payoff che abbiamo abbracciato grazie alla partnership con Ford; tutto sarà molto centrato sul tema dell’accessibilità delle tecnologie, quindi tecnologie accessibili a tutti. Questo si declina in quelli che noi definiamo i quattro pillars fondamentali che sono: smart, safe, quality and green. Sicuramente questo è il fil rouge dell’intera manifestazione, poi, al lato Social Media Week, abbiamo comunque mantenuto quelle che noi chiamiamo ‘le cinque C’, i cinque percorsi tematici che abbiamo sviluppato grazie ai componenti del nostro Planning Commitee.

Certamente gli eventi più interessanti e di alto livello sono quelli realizzati in collaborazione con Ford e con RCS, nello specifico posso segnalare un evento che si chiama “Con la testa tra le nuvole”, in cui affronteremo le tematiche del  cloud computing, gamification e internet delle cose, al quale faremo partecipare anche uno dei nostri ospiti stranieri, Justin Kan , un giovane ragazzo che ha sostanzialmente sviluppato lo streaming on-line [fondatore di Justin.tv, un canale che fornisce agli utenti un servizio di live streaming, tramite registrazione gratuita]. Oltre a questo stiamo lavorando, appunto, con RCS su tre eventi che sono: il primo sull’informazione [“L’informazione prêt-à-porter” ], quindi come l’informazione sta cambiando nell’era dei social, al quale dovrebbe partecipare Ferruccio De Bortoli; un secondo evento sul tema della donna, nello specifico sul tema della conciliazione [“27esima Ora: le donne fanno Rete”], al quale parteciperanno altri due ospiti stranieri che portiamo in Italia grazie all’ambasciata americana, che sono Jamie Wong e Shelly Rocke, e un terzo evento è sul rapporto tra l’editoria e i nuovi  modelli di business [“Carta + web: un modello di business vincente per l’editoria del futuro”], quindi come il business model della carta stampata viene declinato nell’editoria on-line”.

Cerchiamo, di seguito, di capire quali siano i cinque percorsi tematici proposti all’interno della Social Media Week, precisando che, per ognuno di essi, è stato scelto un responsabile, idoneo al coordinamento delle diverse iniziative;  molti, allora, i nomi prestigiosi che compongono il Planning Comittee.

Un primo percorso è “conoscere la realtà” e cerca di cogliere le nuove forme di conoscenza e informazione veicolate dai canali e strumenti digitali.

Un secondo percorso è stato chiamato “crescere con la rete” e di esso si occuperà Giuseppe Lanzi, attivo nel settore della responsabilità d’impresa e della sostenibilità ambientale. Il Web rappresenta innanzitutto un modo per migliorare la nostra vita, agevolando alcune delle molte azioni che abitualmente poniamo in essere; esso si fa, allora, fautore di una crescita intesa come arricchimento personale, ma non solo: crescita anche come sinonimo di apprendimento e sviluppo di nuove competenze e nuovi schemi mentali (soprattutto nei più piccoli), crescita – ancora – come avanzamento economico a ridotto impatto ambientale. Si tratterà, infatti, il tema della sostenibilità, che – sottolinea Lanzi – “è una bella canzone, ma non ama i solisti…deve essere cantata in coro! Ed è un coro che ha sempre posti disponibili!”; egli, forzando una metafora spesso utilizzata, descrive la sostenibilità come un tavolo a quattro gambe, nel quale, a quella sociale, quella ambientale e quella economica tipiche, egli aggiunge la gamba “social”: “i social network sono la moderna Agorà! Dove se non in rete, si deve discutere e fare crescere il pensiero critico su questi temi? Senza andare tanto indietro nel tempo, quanto successo nei Paesi del Magreb ci dice che i social network hanno grande importanza per la Sostenibilità Sociale; noi proveremo ad approfondire un piccolo aspetto cercando di capire come questi strumenti possono accellerare o meno l’integrazione dei nuovi cittadini”.

Un terzo percorso, “collaborare senza confini”, è stato assegnato alla guida di Mauro Lupi, uno dei maggiori specialisti di comunicazione online in Italia: le nuove potenzialità digitali abbattono – l’abbiamo detto – i tradizionali limiti (territoriali, culturali, generazionali, mentali) e le canoniche impostazioni, permettendo una collaborazione davvero trasversale. Lupi intende indagare nello specifico due tematiche legate alla diffusione dei social media, le quali rivelano “lati inediti e anche critici portati dalla ‘collaborazione’”: “uno riguarda la gestione da parte delle aziende delle conversazioni ‘scomode’, l’altro mette in luce alcuni nuovi opinion leader emersi proprio per via dei nuovi ambienti sociali digitali”. Il punto di vista proposto per questo percorso è, dunque, totalmente inedito, capace di indagare sulle problematiche seguendo logiche attuali. Due gli eventi in cantiere, non ancora nel programma ufficiale: “Tutto quello che avreste voluto sapere sui social media e che prima o poi dovrete affrontare” – una “discussione disincantata sulle criticità legate ai social media da parte delle aziende” (come, ad esempio, prendere posizioni su temi scomodi, rispondere alle critiche, attribuire la responsabilità di rispondere a nome dell’azienda, ecc.) – e “Star della Rete”, “dedicato a quelle persone che proprio attraverso internet e i social media hanno raggiunto popolarità e autorevolezza superiori a molti magazine o programmi TV “.

Cambiare il mondo” è il titolo del quarto percorso, coordinato da Andrea Rangone, esperto di business strategy ed e-business. Le nuove tecnologie e le nuove forme del sapere hanno modificato profondamente l’approccio dell’uomo alla vita e ad ogni suo ambito disciplinare; in particolare, Rangone ha scelto di focalizzare la propria attenzione sulla Mobile Revolution: “sarà il mobile – afferma – a trasformare pesantemente il mondo digitale nei prossimi anni”, si tratta di una rivoluzione che “sta profondamente cambiando il comportamento del consumatore”, il quale “vede sempre di più nel telefono cellulare un canale che gli consente – sempre e ovunque – di accedere a qualsiasi contenuto e servizio digitale”; ovviamente questo “ha importanti implicazioni anche sul mondo delle imprese e delle pubbliche amministrazioni”, le quali possiedono ora “un nuovo potente canale di gestione della relazione con i propri clienti/utenti. Non c’è fase del ciclo di vita della relazione tra azienda e consumatore che non venga impattata dalla rivoluzione mobile”, “dalla pubblicità alla promozione, dai servizi pre-vendita a quelli post-vendita, dall’acquisto al pagamento”. Due gli incontri ideati in merito, non ancora ufficializzati: “Mobile Media, Content & Apps: la rivoluzione del cellulare come strumento per fruire di contenuti” e “Mobile Payment: pronto chi paga? mobile payment e ticketing, il cellulare diventa un portafoglio on line”.

Quinto e ultimo percorso è “Convivium”, affidato alla cura di Pietro Camonchia, esperto di entertainment e management musicale; si tratta di una serie di eventi speciali e “non convenzionali”, organizzati dopo le ore 18, allo scopo di creare contatti e occasioni di incontro in una cornice più informale e conviviale. Quasi a dire che per saper innovare bisogna anche sapersi divertire: “cerchiamo di stimolare le aziende – ha evidenziato Paola Pandolfi – a inventarsi sempre dei format innovativi che catturino l’attenzione, poi, del pubblico. Per questa ragione gli aspetti di intrattenimento e ludici si ritrovano sia nella parte della Social Media Week, sotto il tema del ‘Convivium’, sia nella parte del Festival della Rete: la differenza sta proprio nel target di riferimento, quindi tutti quegli eventi che, pur essendo  ludici (come aperitivi e cose di questo tipo), rientrano nella sfera del business vengono appunto identificati sotto il ‘Convivium’; tutti quelli che, invece, sono dedicati ad un pubblico più consumer rientrano nel Festival della Rete. Questo per dire che gli incontri sul tema business possono essere fatti in condizioni completamente diverse, condizioni che poi permettono, a nostro parere, di sviluppare anche a livello creativo progetti e idee che magari di fronte al classico panel difficilmente emergono”.

Accanto al lato consumer e a quello business, un interesse particolare è stato dedicato anche al “rinascimento digitale” decretato dal mondo delle startup, attraverso lo StartUp Festival, i cui eventi (pitchone to oneincontri, workshop) si svolgeranno tutti alla Mediateca di Santa Teresa, in Via della Moscova, 28 a Milano e che sarà coordinato da Alberto Onetti, docente di corporate strategy e innovation management.

Il mondo delle startup – continua la Pandolfi – e, quindi, dell’imprenditoria giovane italiana è un focus al quale siamo molti attenti, in qualità anche di fondatori della prima Startup School, pensata proprio per imprenditori; ed è per questo che abbiamo focalizzato pure dei percorsi specifici sul tema dell’imprenditoria e della manifestazione nella manifestazione che si chiama StartUp Festival, che si terrà alla Mediateca di Santa Teresa; abbiamo invitato tutte le startup emergenti, gli incubatori, gli acceleratori di imprese ad essere presenti durante tutta la settimana. Oltre a questo, mercoledì partirà il treno delle startup, il viaggio al centro dell’innovazione, un’ iniziativa che abbiamo già, in parte ridotta, sperimentato nella scorsa edizione di febbraio e che ha già registrato il tutto esaurito: rifaremo un viaggio, questa volta con un intero treno di 11 carrozze, da Roma a Milano, ci saranno oltre 30 esperti che, sul format del business speed dating, parleranno a tutti i partecipanti, i quali poi si eserciteranno in prima persona nella compilazione di un vero e proprio business model canvas; tutti i progetti che poi usciranno saranno letti e analizzati e premieremo i cinque migliori. Quindi, sicuramente, l’attenzione al mondo delle imprese è molto forte ed è concreta, perché vediamo che sia i giovani sia le imprese, diciamo, emergenti molto spesso non sanno a chi rivolgersi o non sanno quali siano le componenti fondamentali per mettere in piedi un progetto concreto; è per questo che cerchiamo di dare, anche a livello formativo, una completezza di contenuti, coprendo ad esempio l’area legale, l’area finanziaria, l’area marketing, in modo tale che tutti questi progetti possano diventare poi concreti”.

I partecipanti allo StartUp Festival avranno la possibilità di capire cosa significhi realizzare una startup, come si scriva un business plan e quali siano le difficoltà da affrontare (l’intento – precisa Onetti – è di “aprire una finestra su quel mondo che è sì affascinante ma che, parafrasando Tara Hunt, è ‘fucking hard’ e richiede ‘perseverance and balls of steel’”); i giovani talenti potranno presentare la propria startup ed entrare in contatto con i principali player (venture capitalist, business angels, partner, imprenditori) del settore, all’interno di una cornice interdisciplinare e con l’intendo di delineare un nuovo ciclo di innovazione e crescita nell’economia italiana, trainato proprio da una nuova generazione di imprese.

Fortunatamente anche in Italia oggi si inizia a parlare tantissimo di startup , sottolinea il Prof. Onetti:  l’Italia ha un grande bisogno di una nuova generazione di imprese capaci di innovare e progettate per crescere. Le startup sono un modello di impresa diverso da quelli tradizionali (in termini di profilo di rischio, prospettive di crescita, approccio all’innovazione e all’internazionalizzazione, …). Perciò è importante fare comunicazione e cercare di diffondere questa nuova e diversa cultura d’impresa”.

Conclude Onetti con un monito: “Ragazzi, non cercate un lavoro, inventatelo!”.

Pubblicato su: PMI-dome

EVENTI – Sesta edizione di Matching: “Conoscere per crescere – To know, to grow”

Torna l’appuntamento promosso dalla Compagnia delle Opere e pensato per sviluppare relazioni commerciali tra diversi interlocutori imprenditoriali

Fiera Milano Rho ospiterà, dal 22 al 24 novembre 2010 la sesta edizione di Matching, l’evento dal titolo “Conoscere per crescere – To know, to grow”, organizzato dalla Compagnia delle Opere per sviluppare relazioni di business tra differenti realtà imprenditoriali e tra queste e poli di ricerca votati all’innovazione. Il titolo, spiegano i promotori, “intende individuare un dato fondamentale della cultura imprenditoriale: la conoscenza, che abbraccia tutto ciò che riguarda la vita e lo sviluppo dell’impresa”; conoscenza “del mercato, delle opportunità che offre, di altre imprese come possibili clienti, fornitori o partner”.

Alla base dell’evento vi è la programmazione di incontri fra i partecipanti: le aziende che aderiscono si iscrivono al portale www.e-matching.it, descrivendo la propria attività e le proprie esigenze, i prodotti, i servizi e i vantaggi delle proprie offerte. Da questa descrizione emergono il profilo e le prospettive di mercato di ciacuna azienda, che definiscono le opportunità di incontro e di business. È, infatti, proprio dall’incrocio dei dati forniti da tutti gli iscritti che si ottiene un’agenda di appuntamenti personalizzata per ogni azienda partecipante.

L’intenzione è, quindi, quella di congiungere potenziali interlocutori commerciali, di creare relazioni fra imprese, enti pubblici, aziende italiane o internazionali (40 i Paesi selezionati, invitati a Milano anche grazie al contributo dell’istituto nazionale per il commercio estero, con cui CDO collabora da molti anni) e gruppi non profit.
“Un’occasione unica per l’imprenditore per selezionare nuovi fornitori e conoscere potenziali clienti, guardare ai mercati, internazionalizzare la propria azienda, fare innovazione”. Un’opportunità “per costruire ulteriormente la rete tra le imprese e farla diventare la chiave di successo per superare la crisi”.

Quest’anno, per presentare l’iniziativa, la Compagnia delle Opere ha deciso di lasciare la parola, tramite brevi filmati visibili in rete sul portale CDO e sul sito di Matching, agli imprenditori che hanno partecipato alle precedenti edizioni. Nei numerosi interventi selezionati si coglie, in particolare, la forte fiducia riposta in questa innovativa filosofia, in questo fecondo approcio: Bernhard Scholz, Presidente CDO, consapevole del “grande potenziale innovativo” delle PMI italiane, considera la propria Associazione una “rete strutturata di aziende e imprenditori che hanno grande voglia di mettersi in gioco, di imparare, di cambiare”.

Si parla poi di “un sistema molto agile, molto rapido, che ci ha collegato con altre aziende a livello mondiale, con centri di ricerca”, una “vera rete di interscambio perché così come noi riceviamo, alcune volte noi diamo” (Giuseppe Zampini, AD Ansaldo Energia). “Un format innovativo con cui far dialogare il mondo dell’impresa col mondo della ricerca” (Pietro Bazzoni, AD Know net). “Un’opportunità per, innanzitutto, ricevere un feedback dal mercato, percepire dove sta andando il mondo dell’innovazione che ci riguarda, soprattutto capire che logiche collaborative e che partenariati si possono mettere in atto” (Nicola Farronato, Phema EG Group). Uno strumento attraverso il quale “noi possiamo dare un nostro piccolo contributo che, amplificato dalle grandi aziende, può diventare significativo in un contesto competitivo come sono i mercati di oggi” (Gianluca Di Buò R&D Idea). Sergio De Luca (AD Ansaldo STS) sottolinea, inoltre, come l’innovazione sia “un elemento decisivo nella competizione internazionale”, concetto ribadito e rafforzato da Giancarlo Grasso (AD Selex Communications), secondo il quale “innovare non è un lusso, è una necessità: bisogna innovare – virgolette – bene, far le scelte giuste, essere aggiornati, avere una rete che ti consenta di capire quella che è l’evoluzione”.

Nel settore della ricerca e innovazione è fondamentale – ricorda, infine, Valter Songioni (Marketing & External Relations Manager, Sardegna Ricerche) – che ci sia un’azione concertata tra l’università e gli altri centri di ricerca, le istituzioni pubbliche e il mondo delle imprese”.

Data evento: 22 novembre 2010
Località evento: Rho – Strada Statale del Sempione, 28
Regione: Lombardia

Link ufficiale dell’evento: http://www.e-matching.it/cdo/common/faq/faq.seam

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EVENTI – Primo Forum CSR Anima

L’associazione non profit promossa dall’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma organizza un momento di incontro su“Responsabilità d’impresa e competitività”

Si terrà il 18 novembre prossimo alle ore 14.30, presso l’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Sala Abete, via Andrea Noale 206 e avrà lo scopo di diffondere una precisa cultura imprenditoriale votata alla Responsabilità Sociale: stiamo parlando del primo Forum CSR (Corporate Social Responsibility), dal titolo “Responsabilità d’impresa e competitività”.

Ciò che Anima, promotrice dell’evento, cercherà di fare, sarà porre l’attenzione sul vantaggio competitivo che particolari comportamenti sostenibili possono dare alle imprese, soprattutto a quelle di dimensioni piccole o medie.

Nata nel 2001 e voluta proprio dall’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, “Anima per il sociale nei valori d’impresa” rappresenta un’associazione non profit che unisce manager e aziende con la volontà di diffondere una nuova cultura imprenditoriale, capace, cioè, di coniugare il profitto e lo sviluppo economico con il benessere per la comunità.
Un soggetto, quindi, capace di facilitare – leggiamo nel sito di riferimento – “l’incontro delle aziende profit con l’impegno sociale”, sviluppando “le proprie iniziative attraverso attività dirette al territorio, concentrandosi sulla triangolazione tra istituzioni, imprese e terzo settore e sul ruolo di mediatore culturale” tra le imprese e i diversi stakeholders. “Un club di eccellenze”, un “luogo di virtuoso interscambio tra le esperienze progettuali della grande azienda e l’attenzione al territorio tipica di molte piccole e medie realtà imprenditoriali”.

Apriranno l’incontro Sabrina Florio, Presidente Anima e Coordinatore Forum Territoriali Commissione Cultura di Confindustria, Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria di Confindustria e Aurelio Regina, Presidente Unione degli Industriali e delle imprese di Roma.

Verrà poi presentato il quadro di riferimento sulla Responsabilità Sociale d’Impresa applicata alle PMI, quadro che dovrebbe sollecitare le imprese nel comprendere e valorizzare tale dimensione sociale all’interno della propria attività aziendale. Seguiranno studi di settore e un’analisi di best practice, nel corso della quale saranno riportate alcune testimonianze di PMI che hanno utilizzato la RSI come leva di competitivita?. Un nuovo progetto definito “Indicatori di sostenibilità per le PMI” verrà, infine, presentato da Marina Migliorato, Responsabile CSR Lab Commissione Cultura di Confindustria e Responsabile CSR e Rapporti con le Associazioni di Enel. A moderare l’intero dibattito sarà Giuseppe De Filippi.

Data evento: 18 novembre 2010
Località evento: Roma – via Andrea Noale 206
Regione: Lazio

Link ufficiale dell’evento: http://www.animaroma.it/web/strillo.asp?idStrillo=9

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EVENTI – Robotica 2010 quest’anno sarà più business oriented

Torna la rassegna italiana dedicata al mondo dei robot umanoidi e dei service robot, con l’intento di mettere in relazione tra loro ricercatori, imprenditori e istituzioni finanziarie

Dal 17 al 19 novembre prenderà il via, presso la Fiera di Milano Rho, Robotica 2010, seconda edizione dell’unica rassegna italiana interamente dedicata al mondo dei robot umanoidi e dei service robot. Nato con l’intenzione di mettere in comunicazione tra loro differenti soggetti operanti nel settore e decisi a comprenderne le prospettive commerciali, l’evento viene presentato dai suoi promotori come un momento di “grande sinergia fra ricerca scientifica, industria e innovazione tecnologica, chiave per uno sviluppo industriale ed economico reale e dotato di solide radici”.

Anche in questa seconda edizione continueremo sulla strada che, primi in Italia, abbiamo intrapreso lo scorso anno”, sottolinea Marco Pinetti, Presidente di ArtEnergy Publishing, la società che organizza l’evento. “Robotica 2010 sarà pertanto ancora una volta dedicata a un’innovativa serie di prodotti al servizio dell’uomo e della qualità della vita, i robot cosiddetti non-manufacturing o service robot, macchine automatizzate che si prestano a diversi impieghi, da quelli per il tempo libero e l’entertainment all’uso educativo, dalle applicazioni domestiche a quelle nel settore medico e nelle situazioni di pericolo. Coniugando, secondo la formula che abbiamo sperimentato con successo nel corso della prima edizione della rassegna, l’aspetto ludico a quello scientifico”.

Rispetto all’edizione precedente, tuttavia, Robotica 2010 avrà un format più spiccatamente business oriented, poiché si è partiti “dalla convinzione che la robotica umanoide e di servizio stia passando dalla fase prototipale e di ricerca a quella dell’industrializzazione e del mercato”, spiega ancora Pinetti. “Forse ci vorranno ancora anni, ma il nostro tentativo è quello di cominciare a mettere in relazione ricercatori, imprenditori e istituzioni finanziarie per capire quali saranno i primi ambiti di applicazione delle numerose ricerche in atto e quali saranno le prospettive industriali e commerciali di un settore che si prospetta molto promettente”.

Robotica 2010 non vuole essere una Disneyland dei robot”, precisa Roberto Bombonati, Project Manager della rassegna, “quanto piuttosto mettere in mostra le applicazioni concrete della robotica, in un ottica tipicamente business to business. Fondamentalmente, la manifestazione sarà una piazza, un luogo d’incontro tra aziende e ricercatori che operano in questo settore di frontiera, ancora in larga parte da inventare”.

Quello della robotica rappresenta, è utile ricordarlo, un ambito considerato piuttosto promettente, seppur “ancora in larga parte da inventare”, in continua evoluzione. Nell’ultimo decennio, numerosi sono stati i passi avanti compiuti, ad esempio nel campo della sensoristica e della computer vision. Sempre più invasiva si è fatta la presenza di robot in campo medico, nell’esplorazione spaziale e, nell’uso personale-domestico (i cosiddetti “robot pulitori”). Stando al rapporto “World Robotics 2009 Service Robots”, pubblicato dal dipartimento statistico dell’IFR (International Federation of Robotics), nel quadriennio 2009-2012 saranno circa 49.000 i nuovi robot utilizzati per uso professionale e le applicazioni maggiormente in crescita saranno quelle per la difesa, il soccorso e la sicurezza, per l’uso agricolo e zootecnico e per la logistica.

A conferma del crescente interesse verso tale ambito, le realtà del mondo scientifico e accademico coinvolte in questa seconda edizione si sono notevolmente arricchite, con l’ingresso, tra le altre, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e della Divisione di Robotica dell’Enea. Al Comitato scientifico della manifestazione si sono aggiunte cinque prestigiose personalità (passando da sette a dodici) che rappresentano l’eccellenza nazionale del settore, e, accanto alle tradizionali aree espositiva e demo, è stata posta particolare attenzione ai convegni e ai workshop (8 sessioni, circa 50 fra relatori ed esperti coinvolti). Si è cercato, inoltre, di favorire dei momenti d’incontro B2B volti a promuovere iniziative di trasferimento tecnologico e di supporto alla competitività, e si è inteso mettere a confronto “il mondo della ricerca avanzata e delle spin-off accademico-universitarie con quello delle imprese, della ricerca industriale e della didattica”.

Numerose saranno le novità e le attrattive che verranno presentate in tale cornice. Ad esempio il robot spazzino Dustbot, un sistema robotico per la raccolta differenziata, creato da ARTS Lab, che rappresenta la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. HydroNet, robot “galleggiante” frutto di un progetto di ricerca europeo sulle nuove tecnologie per il monitoraggio delle acque superficiali e la prevenzione dell’inquinamento marino. Le capsule endoscopiche del Progetto Vector (Versatile Endoscopic Capsule for gastrointestinal TumOr Recognition and therapy), con l’obiettivo di eliminare i tumori gastrointestinali attraverso la diagnosi medica preventiva.

Robotica 2010, infine, garantirà forti sinergie con i paralleli saloni presenti a Milano Fiera in quei giorni: HTE-hi.tech.expo, la terza edizione del salone delle tecnologie innovative, EIV, la prima mostra-convegno per l’industria dei veicoli e dei trasporti elettrici e intelligenti, WEM EXPO, prima fiera internazionale dell’industria manifatturiera degli avvolgimenti, dell’isolamento e dei motori elettrici. Questi eventi si svolgeranno complessivamente su una superficie espositiva di oltre 10.000 metri quadri, con la partecipazione di 140 espositori provenienti da 18 Paesi.

Data evento: 17 novembre 2010
Località evento: Rho – Strada Statale del Sempione, 28
Regione: Lombardia

Link ufficiale dell’evento: http://www.fieramilano.it/portal/page?_pageid=36,1,36_64507&_dad=portal&_schema=PORTAL

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EVENTI – IAB Forum di Milano il 3 e 4 novembre

Torna l’importante appuntamento milanese, pensato per stimolare la riflessione sulla situazione attuale e sul futuro della comunicazione digitale interattiva, grazie alla partecipazione dei principali protagonisti del settore

Nel sito www.iabforum.it è già iniziato il conto alla rovescia.

Si preparino allora operatori ed aspiranti tecnici della comunicazione digitale interattiva: il 3 e 4 novembre 2010 torna, presso il MIC – Milano Convention Center, il tradizionale appuntamento con lo IAB Forum di Milano. Si tratta di un fondamentale momento di incontro e confronto tra protagonisti e rappresentanti del settore, che nel 2009 ha visto la presenza di 79 espositori e 8.000 partecipanti. A promuovere l’iniziativa è IAB (Interactive Advertising Bureau), “l’Associazione italiana nata per contribuire alla crescita del mercato dell’advertising su Internet nel nostro Paese, promuovendo una maggiore e più profonda conoscenza delle opportunità e dei meccanismi dei nuovi media”.

Spiega Roberto Binaghi, eletto ad aprile 2010 Presidente di tale associazione, che “Lo IAB Forum di quest’anno arriva in un momento di cruciale importanza per tutta la industry, che deve essere preparata a cavalcare il momento positivo, ma anche a raccogliere le sfide che si presentano all’orizzonte”. “Lo scopo della prossima edizione sarà quindi aiutare gli operatori e le aziende a comprendere che internet è divenuto ormai uno strumento prezioso e irrinunciabile”.

Lo stesso Presidente inaugurerà la prima delle due serate, nel corso della quale è prevista anche la partecipazione di Chris Anderson, direttore del mensile statunitense Wired US, una voce certamente autorevole nel mondo dell’economia digitale e una mente riconosciuta da tutti come assolutamente originale; oltre a condividere con la platea la propria vision del mercato, l’ospite d’onore realizzerà una disamina dei possibili modelli di business legato al contesto digitale.

Interverrà anche il sociologo Domenico De Masi, direttore della rivista Next. Strumenti per l’innovazione, esperto in sociologia del lavoro e particolarmente sensibile all’applicazione delle nuove tecnologie per la comunicazione nell’ambito del mercato del lavoro.

È previsto, inoltre, un confronto in merito alle prospettive del mercato tra Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente di UPA (“l’organismo associativo che riunisce le più importanti e prestigiose aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità”), Diego Masi, Presidente di Assocomunicazione (l’associazione delle imprese di comunicazione) e Riccardo Luna, direttore di Wired Italia.

Nel corso della seconda giornata, verranno invece presentati i risultati di una ricerca condotta su iniziativa di IAB Italia e della società di consulenza aziendale Accenture nell’ambito dell’Osservatorio sulla comunicazione digitale: si cercherà di analizzare il mercato, individuandone le principali caratteristiche e fornendo alcune utili indicazioni in merito al suo sviluppo.

Analisi degli scenari possibili, dati di mercato, previsioni future, studio dei casi di successo e illustrazione di progetti rivelatisi positivi e vincenti: gli attori principali delle più prestigiose agenzie e aziende italiane si susseguiranno, nel corso di questi due giorni, allo scopo di favorire la riflessione sull’importanza dell’innovazione nell’ambito della comunicazione e allo scopo di comprendere quali siano le scelte migliori da fare e le strade privilegiate da percorrere nel più vicino futuro.

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EVENTI – Meeting nazionale di ManagerZen

L’associazione coinvolgerà, per tre giorni, professionisti di tutta Italia, al fine di promuovere una cultura alternativa del lavoro e dei nuovi modelli organizzativi e d’impresa

Si rinnova, per il quinto anno consecutivo, il meeting nazionale di ManagerZen, pensato per i soci e i simpatizzanti di questa associazione culturale che si occupa di formazione manageriale promuovendo “un approccio alternativo alla cultura aziendale”, “più libera, più umana, più in armonia con l’ambiente e lo sviluppo sociale”.

L’appuntamento sarà presso la tenuta dei ciclamini ad Avigliano Umbro (Terni) dall’8 al 10 ottobre e avrà come simbolo chiave un fiore di loto; spiegano i promotori, rifacendosi al Sutra del Loto: “il loto rappresenta l’auto-creazione, la nascita della terra dal caos e, nello stesso tempo, la luce e l’ordine, l’aspetto evolutivo del mondo e degli uomini…ha un forte significato spirituale per via della sua particolarità di affondare le radici nel fango, di distendersi sulla superficie delle acque stagnanti uscendo da esse immacolato e bellissimo”.

L’intenzione è, infatti, quella di condividere, nel corso di questi tre giorni, esperienze non solo lavorative ed aziendali, ma anche personali, “germogliate” in situazioni difficili, al fine di giungere a delle interpretazioni innovative di tali esperienze, che permettano un cambiamento positivo e lo sviluppo di nuovi scenari e paradigmi della cultura aziendale.

Un centinaio di professionisti sono attesi per la manifestazione, che vede un costo di partecipazione di 320 Euro per i soci (comprensivo di sistemazione in camera doppia e pensione completa) e che alternerà testimonianze di imprese eccellenti a interventi diretti a esemplificare l’applicazione del cosiddetto “evolutionary management” alla vita delle più diverse organizzazioni e società. Si tratta di un modello manageriale che si rifà alla teoria scientifica dell’evoluzione e che sta alla base della nuova cultura d’impresa che ManagerZen intende promuovere. L’approccio adottato è di tipo olistico, “che – si legge nel sito di ManagerZen – parte dall’individuo ed arriva ad esplorare le relazioni e le interazioni co-evolutive che questo ha con l’intero ecosistema, passando attraverso l’organizzazione e il mercato. L’aspetto non-deterministico dei fenomeni non può essere affrontato solo attraverso l’approccio razionale. Al manager evolutivo è richiesto anche lo sviluppo di intuito, visione e creatività per potere decifrare e cogliere rapidamente i cambiamenti ed orientare le scelte. Ma non solo: sono necessarie anche empatia, gestione delle emozioni e dello stress per affrontare con efficacia rischio, imprevisti e la dinamicità connaturata dei sistemi viventi”.

Azienda, quindi, vista come ambiente in continua evoluzione, dove la complessità crescente impedisce l’adattamento delle tradizionali pratiche organizzative e gestionali e impone una intrinseca capacità di auto-organizzazione.
Nel corso della manifestazione sono previsti, inoltre, numerosi workshop esperenziali che, “come in un ologramma”, “proietteranno all’interno di futuri possibili, dove ritrovare molecole di innovazione, creatività, responsabilità e consapevolezza”.

In occasione dell’inaugurazione, l’8 ottobre alle ore 19.00, è prevista la proiezione del documentario sulla storia di Adriano Olivetti, commentato dall’autrice Mariella Crocellà, giornalista RAI, e da Francesco Varanini, direttore della rivista Persone&Conoscenze. Ospite d’eccezione sarà il Maestro Giulio Rapetti Mogol.

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I giorni dell’ICT

Un doppio appuntamento dedicato all’utenza business del Sud Italia, che intende riflettere su alcune tematiche fondamentali dell’Information & Communication Technology

Sicurezza ICT, Virtualizzazione e VoIP: 3 tematiche, 2 giorni di convegno, 1 area espositiva.

Sono queste le parole chiave con le quali è stato presentato l’evento patrocinato dalla Regione Sicilia che intende trattare ed approfondire alcune tematiche fondamentali dell’Information & Communication Technology, “indispensabili per un ottimale utilizzo delle risorse tecnologiche aziendali”. I prossimi 6 e 7 ottobre l’Astoria Palace Hotel di Via Monte Pellegrino a Palermo sarà, infatti, teatro di una serie di interventi espositivi e comunicativi ad opera di aziende leader ed esperti del settore, con interessanti sessioni demo.

Ad ingresso libero (previa registrazione), quello in oggetto rappresenta il primo di un “consolidato doppio appuntamento dedicato all’utenza business delle regioni Puglia e Sicilia, che si estende in tutta l’area del Sud Italia”, denominato dai suoi promotori (Soiel International in collaborazione con office automation) “I Giorni dell’ICT”.
Dopo Palermo, la seconda tappa del progetto sarà Bari, “capoluogo dinamico e aperto all’innovazione tecnologica”, più precisamente presso lo Sheraton Hotel di Via Cardinale A. Ciasca, il 16 e 17 novembre.

I destinatari ai quali si è cercato di rivolgersi sono, in primo luogo, i responsabili di telecomunicazioni e networking, i direttori dei sistemi informativi e i responsabili sicurezza di aziende pubbliche e private. L’iniziativa potrebbe essere, poi, di forte interesse anche per qualsiasi figura tecnico-commerciale, per gli installatori telefonici ed elettrici, per i system integrator e, infine, per l’utenza finale.

Entrando un po’ più nel dettaglio, possiamo dire che ciascun evento sarà “strutturato in un convegno a sessione plenaria affiancato da un’area demo nella quale si svolgono i momenti di ristoro e contatto con le aziende presenti”.
La prima delle tre macro tematiche sulle quali si cercherà di indagare riguarda le soluzioni per il trasporto di video e voce su protocollo IP. In particolare si parlerà di VoIP, di videosorveglianza su IP e di tutte le possibili alternative di comunicazione in azienda, volte a creare un’unica infrastruttura capace di unificare voce e dati aziendali, con consistenti risparmi di investimento e di gestione

Ci si concentrerà poi sulla questione relativa alla sicurezza digitale, presentando alcuni sistemi di salvaguardia della sicurezza dei dati, delle informazioni e delle comunicazioni aziendali, “con l’obiettivo di soddisfare la richiesta di formazione e informazione di taglio tecnico/applicativo, rivolta alla soluzione delle concrete problematiche che utenti e operatori quotidianamente si trovano ad affrontare”.

Infine si discuterà di virtualizzazione, tematica di forte attualità che rappresenta una novità dell’edizione di quest’anno. Gli organizzatori sottolineano come recenti indagini di mercato abbiano evidenziato il forte impatto che tale fenomeno avrà, nel corso dei prossimi anni, all’interno delle aziende “modificando le dinamiche delle infrastrutture informatiche e di telecomunicazione e i sistemi IT a supporto delle varie attività aziendali”. Particolare attenzione sarà allora riservata ai possibili scenari futuri d’interazione tra “ciò che è dentro l’azienda, anche virtualizzato, e ciò che è possibile fruire acquisendolo dall’esterno in una logica as a service”.

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EVENTI – TechnologyBIZ a Napoli il 27 e 28 ottobre

Torna la manifestazione del Mezzogiorno volta a promuovere una precisa cultura dell’innovazione e a creare feconde occasioni d’incontro tra domanda e offerta di tecnologie complesse

“Un’iniziativa multicanale che risponde alla forte domanda di innovazione attraverso l’ICT complessa che arriva dalle imprese del Sud Italia e del bacino del Mediterraneo”.

Con queste parole è stata riproposta anche quest’anno TechnologyBIZ, una fondamentale iniziativa di riflessione e sensibilizzazione sulle tematiche relative all’innovazione e alle soluzioni tecnologiche professionali, che avrà luogo il 27 e il 28 ottobre a Napoli, presso gli spazi espositivi di Città della Scienza.

La manifestazione, che vede il patrocinio delle Regioni Puglia e Campania, prevede l’ingresso gratuito, previa registrazione obbligatoria sul sito www.technologybiz.it. Il programma è ancora in fase di definizione da parte del comitato tecnico e scientifico, tuttavia sono già stati preannunciati interventi di esponenti di spicco dell’economia, della tecnologia, della politica e in generale del mondo culturale, interventi che saranno successivamente resi disponibili in rete.

La stima è, al momento, di quaranta espositori, più di cinquanta speakers e tremila visitatori professionali; questi ultimi potranno partecipare, la prima sera, al Social Event che vedrà la messa in scena dello spettacolo teatrale e musicale “Mozart e Pulcinella” di Gianni Aversano, arricchito dalla “rielaborazioni di brani classici della commedia dell’arte napoletana e riarrangiamenti di celebri brani di Mozart”. Sempre il 27 ottobre, ospite d’eccezione sarà lo scrittore e giornalista Pino Aprile, autore del libro “Terroni”, mentre la mattina del 28 verrà assegnato il Premio TechnologyBIZ alla giovane impresa meridionale più innovativa e si discuterà dei possibili modi con cui diffondere una vera e propria cultura dell’innovazione, in un Mezzogiorno caratterizzato da una spesa per ricerca e sviluppo in maggior crescita (attualmente è pari allo 0,8% del PIL) rispetto al resto d’Italia.

Il team promotore dell’evento sottolinea l’approccio bottom-up adottato, un approccio, cioè, basato sull’assenza di un programma definito a priori e volto a mantenere fermo e condiviso un preciso valore: “L’innovazione è delle persone, non delle macchine”. Un’occasione imperdibile per i technology vendors, che potranno cogliere la complessità della domanda di tecnologia ICT nel mercato meridionale. Un’opportunità per creare relazioni feconde tra gli stakeholder, grazie anche, l’abbiamo detto, a degli eventi di natura sociale. Una speranza, infine, per la creazione di una reale convergenza d’interessi e di una stimolante unione d’intenti.

L’evento segnalato sarà, infatti, solo un punto di partenza per il progetto TechnologyBIZ, che si svilupperà poi per tutto l’anno a venire su molteplici canali mediatici (web 2.0, web tv, stampa, radio…), arrivando, quindi, a definire un fecondo gruppo di operatori, utenti, analisti, associazioni e ricercatori, promotori di una precisa cultura del rinnovamento tecnologico e comunicativo. L’intenzione dichiarata per quest’anno è, allora, proprio quella di discutere non solo delle strutture tecnologiche, ma anche – e forse soprattutto – di “due temi di interesse generale e particolarmente attuali: Grande Sud e Cultura dell’Innovazione”, ragionando, in particolare “sul fatto che il Sud Italia sta subendo un processo di rapida dismissione della vecchia industria a fronte del quale solo una forte ‘nuova industria’ fondata può portarlo ai livelli di eccellenza che gli competono”.

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