Agenzia delle Entrate: spinta all’informatizzazione e calo dei rimborsi e delle compensazioni

Complessivamente considerati ammontano a 39,5 miliardi i rimborsi e le compensazioni erogati nel 2010, con una riduzione, rispetto al 2009, del 20% e con un risparmio di 6,6 miliardi dalle compensazioni indebite

Circa 39,5 miliardi nel 2010, contro i 49,4 miliardi nel 2009: sono queste le cifre riferite all’ammontare complessivo dei rimborsi e delle compensazioni erogati dall’Agenzia delle Entrate.

Registrato, quindi, un calo pari a circa 20 punti percentuali in un solo anno, fenomeno legato, da una parte, alla riduzione nell’ammontare dei crediti da rimborsare, dall’altro, alle misure poste in essere per contrastare le compensazioni illecite, grazie alle quali sono stati risparmiati ben 6,6 miliardi di euro.

A tutto questo si aggiunga il fatto che l’Agenzia segnala di aver portato nelle casse dell’Erario più di 10,6 miliardi di euro nel 2010, contro i 9,1 miliardi del 2009. In un comunicato ufficiale si parla, in particolare, di “strategia vincente del Fisco sulla strada del recupero dell’evasione” e si sottolinea come, aggiungendo ai soli “incassi derivanti direttamente dall’attività di accertamento e di liquidazione delle dichiarazioni, anche i 480 milioni di riscossioni da ruolo relative a interessi di mora e maggiori rateazioni”, l’importo complessivo delle somme rese disponibili ai conti pubblici e sottratte all’evasione raggiunge gli oltre 11 miliardi di euro.

Si è dimostrato particolarmente fiducioso Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso della puntata di ieri di Sky Tg 24 Economia, evidenziando come nel 2011 i risultati della lotta all’evasione fiscale potrebbero essere addirittura migliori di quelli ottenuti con riferimento al 2010. «Più che una previsione – ha spiegato – è un augurio perché siamo all’inizio dell’anno. Ma i segnali sono positivi». «Nei primi due mesi e mezzo stiamo confermando i risultati del 2010 e forse riusciremo a fare qualcosa di più».

Nei giorni scorsi Befera, con riferimento al risultato ottenuto sulle compensazioni, aveva sottolineato, inoltre, come esso fosse «frutto del grande lavoro condotto dalla task force dell’Agenzia che ha potuto contare anche sul contributo dei professionisti». Pure Claudio Siciliotti, Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) sottolineava la rilevanza del contributo di natura professionale: «C’è stata una vera e propria cooptazione dei commercialisti, affinché attestino nell’interesse dello Stato la conformità delle dichiarazioni Iva dei contribuenti che chiudono a credito con la sottostante documentazione. I risultati evidenziati da Befera testimoniano la validità della scelta operata dall’amministrazione».

Un altro elemento di grande novità, che emerge dai dati rilevati dall’Agenzia, riguarda lo slancio verso l’informatizzazione nel rapporto tra l’Agenzia stessa e i contribuenti. Nel 2010 sono state circa 43 milioni le dichiarazioni fiscali inviate online, 2,5 le cosiddette “altre comunicazioni telematiche”, 2,8 milioni gli atti pubblici registrati digitalmente, e 172 mila i contratti di locazioni che hanno viaggiato nel web.

Con riferimento, poi, ai versamenti eseguiti tramite modello F24, si rileva come, ad usare il cartaceo, siano state 36,6 milioni di unità a fine dello scorso anno, contro gli 85 milioni del 2001; i modelli inviati telematicamente sono stati, invece, nel 2010, 87,2 milioni, contro l’1,3 milioni del 2001. In particolare è a partire dal 2006 – quando è diventato obbligatorio per alcune categorie di contribuenti (come le società di capitali, gli enti pubblici e privati che esercitino attività commerciali) l’utilizzo del modello F24 telematico – che si è registrato un forte incremento nell’utilizzo della forma digitale, passando da 6,1 milioni di unità nel 2005, ai 14,3 milioni. Successivamente, nel 2007, quando l’obbligo dell’F24 telematico è stato esteso a tutti i contribuenti titolari di partita Iva, si è passati a ben 71,7 milioni unità, e nel 2008, quando l’estensione ha coinvolto le PA titolari di conti di tesoreria presso la Banca d’Italia, si sono raggiunti gli 84,2 milioni. Parallelamente è cresciuto anche il numero di utenti abilitati ai servizi telematici Fisconline, dedicato alle persone fisiche e alle piccole imprese, ed Entratel, cui si rivolgono i professionisti e le medie e grandi imprese: mentre nel 2001 gli iscritti ai due canali erano poco meno di 87 mila, nel 2010 si è passati a ben 1,5 milioni.

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Le novità del 730 contenute nella circolare 14/E

Rimborso relativo alle somme erogate negli anni 2008 e 2009 a titolo di incremento della produttività e assoggettate a tassazione ordinaria, presentazione telematica del 730 al proprio sostituto d’imposta, istruzioni sulla trasmissione del risultato contabile contenuto nei mod. 730-4

Con l’intenzione di dettagliare tutte le novità introdotte nelle procedure di adempimento agli obblighi di dichiarazione dei redditi 2011, l’Agenzia delle Entrate ha emesso, lo scorso 14 marzo, la circolare n. 14/E, avente, appunto, ad oggetto “Modello 730/2011 – Redditi 2010 – Assistenza fiscale prestata dai sostituti di imposta, dai Centri di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e dai professionisti abilitati”.

La prima di tali novità riguarda le modalità usate per calcolare il rimborso delle imposte pagate in relazione a delle somme erogate nel 2008 e nel 2009 a titolo di incremento della produttività e assoggettate a tassazione ordinaria invece che ad imposta sostitutiva; il contribuente può – precisa la circolare –  chiedere il rimborso, nell’ambito dell’assistenza fiscale, presentando il 730/2011 “a un CAF o a un professionista abilitato nonché al sostituto d’imposta in determinati casi”, purché sia in possesso di “un CUD che ne certifica la corresponsione”. Chi è chiamato a prestare assistenza fiscale avrà, allora, l’importante compito di ricalcolare il reddito di lavoro dipendente per gli anni in questione, le detrazioni legate al reddito complessivo e l’importo da rimborsare.

La circolare, addentrandosi nell’ambito dei compensi, sottolinea anche come il contribuente che abbia presentato “una dichiarazione modello 730 debitamente e correttamente compilata in tutti i campi relativi alla documentazione prodotta e a quelli riferiti alle proprie condizioni familiari e comunque rilevanti ai fini fiscali” non sia tenuto a corrispondere alcun corrispettivo al centro di assistenza fiscale o al professionista abilitato (assistenza fiscale indiretta). Un corrispettivo può essere, invece, richiesto al contribuente “nelle ipotesi di prestazioni di altre attività quali, ad esempio, la richiesta da parte del contribuente di essere informato direttamente dal CAF o dal professionista su eventuali comunicazioni provenienti dall’Agenzia delle entrate”; oppure nel caso in cui “il contribuente, con la compilazione del rigo 13 del quadro F del modello 730/2011, abbia richiesto il rimborso per somme erogate a titolo di incremento della produttività negli anni 2008 e/o 2009 assoggettate a tassazione ordinaria”, poiché, “per il calcolo del rimborso richiesto, il soggetto che presta l’assistenza deve effettuare una nuova liquidazione per ognuna delle pregresse annualità interessate”. In caso di assistenza fiscale diretta (svolta cioè da un proprio sostituto di imposta), la richiesta di rimborso delle imposte relative a somme erogate per incremento della produttività potrà essere effettuata solo se lo stesso sostituto ha fornito l’assistenza fiscale per l’anno o gli anni cui si riferiscono le somme erogate, o se, per gli stessi anni, il dipendente non ha presentato la dichiarazione dei redditi, poiché esonerato, e ha un solo CUD rilasciato dallo stesso sostituto.

Il contribuente dovrà consegnare il modello 730 compilato e sottoscritto – “unitamente al modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e del 5 per mille dell’Irpef, anche se non compilato, nell’apposita busta chiusa” – entro sabato 30 aprile 2011, se è destintato al proprio sostituto d’imposta, entro martedì 31 maggio 2011, se il è destinato a un CAF o a un professionista abilitato.

Altro elemento di forte innovazione è rappresentato, con riferimento all’assistenza diretta prestata dal sostituto d’imposta, dalla possibilità di “utilizzare i sistemi informatici per la presentazione del 730 da parte del dipendente e per la consegna da parte del sostituto della dichiarazione elaborata, nel rispetto delle regole di sicurezza e di agibilità per garantire nell’utilizzo di tale procedura sia il dipendente che il sostituto”. Il contribuente potrà quindi presentare telematicamente la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta, “purché il sostituto abbia provveduto all’istituzione di un sito internet dedicato e abbia fornito i dipendenti di utenza e password personali” e ferma restando la consegna “in forma cartacea per mezzo di apposita busta chiusa” del modello 730-1. A sua volta il sostituto potrà utilizzare la modalità telematica per consegnare ai sostituiti, entro il 31 maggio, la copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione (730-3). In questo caso, oltre ad essere in possesso dei codici personali, i contribuenti devono essere avvisati in merito alla disponibilità della dichiarazione elaborata sul sito dedicato, poter stampare il modello e “ricevere apposita informazione della necessità di stampare e sottoscrivere la dichiarazione e conservarla”.

Ultimo punto di novità è costituito dalle “istruzioni relative alla trasmissione telematica del risultato contabile contenuto nei mod. 730-4”. Nella circolare si sottolinea, infatti, che il risultato finale delle dichiarazioni è reso disponibile, in via telematica, “ai sostituti d’imposta dall’Agenzia delle entrate a seguito della trasmissione telematica effettuata dai CAF ai sensi dell’16 del decreto ministeriale n. 164 del 31 maggio 1999”; si fa poi riferimento ad un modello (“Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate”) approvato da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 25 febbraio 2011 e che dev’essere compilato dai sostituti d’imposta e trasmesso entro il 31 marzo. Si precisa, infine, che “poiché il modello di comunicazione […] richiede l’indicazione di nuovi dati per l’identificazione del sostituto d’imposta deve essere presentato anche da chi negli anni scorsi ha già partecipato al flusso telematico dei modelli 730-4”.

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