Lo Stato? Una macchina che depreda le risorse per sperperarle

Un’indagine della CCIAA di Milano rileva le intenzioni di 1.700 imprese milanesi circa la possibilità o meno di celebrare l’Unità d’Italia

Emilio Gentile, tra i maggiori storici contemporanei, lo afferma senza molti giri di parole: «l’immagine che gli italiani hanno dello Stato è oggi di un’enorme macchina che depreda le risorse per sperperarle nel lusso di una classe politica che non rappresenta più il Paese, o per dirottarle su regioni improduttive o su imprese che nulla hanno a che fare con i cittadini, mentre sta aggravandosi una grave diseguaglianza sociale»; la sua disamina, tra le pagine di Focus Extra, ben evidenzia il forte indebolimento nel comune senso della nazione. È probabilmente a causa di un simile disagio generalizzato che si sono sviluppate le numerose polemiche delle scorse settimane circa la possibilità o meno di festeggiare la ricorrenza, il 17 marzo, dei 150 anni dell’Unità italiana.

Dopo le dichiarazioni ufficiali della Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la quale auspica che «la giornata del 17 marzo venga celebrata come una ricorrenza importante, ma senza che ciò comporti la perdita di preziose ore di lavoro o un aggravio di costi per le imprese»; dopo la nota congiunta di Rete Imprese Italia, Confapi, Confcooperative e Confagricoltura, nella quale ci si dichiarava “convinti che la ricorrenza del 17 marzo avrebbe potuto essere celebrata al meglio lavorando, producendo reddito e raccogliendosi attorno alla bandiera nazionale negli uffici e nelle fabbriche“; dopo le voci divise di sindacati ed esponenti del mondo politico italiano; dopo tutto questo lungo fiume di polemiche, la Camera di Commercio di Milano ha cercato di compiere delle previsioni relative alla rilevanza pratica di tali polemiche e lo ha fatto attraverso un’indagine, condotta su circa 1.700 imprese milanesi, circa l’intenzione reale di celebrare o meno l’unità d’Italia. Ciò che ne deriva sono dei festeggiamenti a macchia di leopardo, sconfitto qualsiasi pronostico che puntasse su un orientamento univoco: un’impresa su sette non festeggerà, una su cinque farà l’intero ponte, da giovedì a domenica, mentre la metà chiuderà un giorno solo.

Più difficile, invece, valutare con precisione l’impatto che la chiusura potrebbe avere sui fatturati aziendali; le stime della Camera di Commercio milanese parlano di un 20% d’imprese che potrebbe subire un calo, di un 3% che, al contrario, avrà delle maggiori entrate proprio grazie alla festa, di una maggioranza (il 54,5%) che non ritiene rilevante il festeggiamento ai fini economici, infine di un 11% che stima una contrazione compresa tra lo 0 e il -1%.

L’indagine, tuttavia, ha inteso cogliere, almeno in parte, anche la diffusione del senso d’italianità, ponendo l’interrogativo su cosa si festeggi il 17 marzo, interrogativo al quale il 2,3% degli imprenditori non ha proprio saputo rispondere; per il 5,6% si tratterebbe, inoltre, di un giorno lavorativo come gli altri e per il 6,5% di una ricorrenza che si ripeterà ogni anno: la riflessione di Gentile non sembrerebbe essere, quindi, molto lontana dalla realtà.

Pubblicato su: PMI-dome

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: