Facebook Messaggi: mi piace!

Il nuovo servizio raggruppa diverse modalità di comunicazione in un’unica interfaccia grafica, rivoluzionando il normale approccio all’interazione on-line

L’ormai famoso Project Titan sembra essere finalmente diventato realtà: come annunciato da Zuckerberg e dal suo team nel corso dell’evento tenutosi il 15 novembre in California, è stato sviluppato e portato a termine il progetto che, concentrando in un’unica piattaforma messaggi, e-mail, chat e sms, promette di rivoluzionare il sistema della comunicazione mondiale. Il criterio scelto per la suddivisone e l’organizzazione di tutte queste differenti modalità comunicative è quello classico usato da Facebook, le persone, considerate nella loro identità virtuale. Ecco allora che, per ciascun nostro contatto, saremo in grado di avere l’intera cronologia di conversazione, indipendentemente dal modo in cui si è scelto di implementare tale conversazione: come si sottolinea nel centro assistenza di Fb, “è come avere la registrazione continua di un’amicizia”!

Il nuovo servizio Facebook Messaggi pare a molti un segnale del fatto che il famoso Social Network sia ormai pronto a lanciare una sfida diretta, frontale agli “storici” colossi del web, Google in primis, estendendo la propria area operativa al di fuori di quelli che fino a poco tempo fa sembravano essere i confini del suo core-business. Tuttavia, nel presentare il progetto a novembre dello scorso anno, Zuckerberg aveva negato l’intenzione di implementare una sorta di “Gmail killer” che si ponesse in rapporto conflittuale con gli altri servizi di posta elettronica: “Gmail è un ottimo prodotto”, aveva dichiarato, sottolineando però la lontananza del proprio Facebook Messaggi da un semplice servizio di e-mail, poiché queste rappresenta solo una delle numerose modalità con cui sarà ora possibile esperire la comunicazione; una comunicazione che si fa più ampia, unificata, semplice, informale, immediata, minimale e che diventa indipendente dallo strumento utilizzato (un client e-mail, la pagina di Facebook, l’applicazione smartphone…). Un sistema di comunicazione a 360 gradi, quindi, una rivoluzione nell’approccio dell’utente alla costruzione della propria interazione virtuale, un nuovissimo e stimolante insieme di significanti e significati, che merita di essere analizzato non solo sul semplice livello denotativo (con riferimento alle numerose funzionalità del sistema, prima fra tutte la comodità di unificare in un unico canale l’intera rete delle proprie parole digitali), ma anche sul livello connotativo (sul quale possiamo capire le motivazioni implicite e sottese all’utilizzo del canale, quelle motivazioni, cioè, che esulano dalla mera aderenza a criteri utilitaristici): ecco allora che, con ogni probabilità, le adesioni a questo rinnovato sistema comunicativo saranno in costante ascesa, sia per l’utilità pratica che da esso deriva, sia, soprattutto, per la necessità di sentire confermato un ben preciso universo di valori, quello creato dal sentirsi parte integrante di un gruppo, cosa che ha, in fondo, decretato il successo del più famoso social network. Comunicazione, quindi, come appartenenza, comunicazione come semplicità, comunicazione come riconoscibilità (presente anche nell’interfaccia grafica, simile a quella, a toni azzurri, con cui da mesi abbiamo familiarizzato), comunicazione anche, infine e paradossalmente, come esclusività, nel suo essere perfettamente calzante all’idea di socialità propria del suo possessore, nel suo cercare di soddisfare un bisogno che è certo individuale (seppur sociale), originale più che indotto, passionale, prima ancora che pragmatico. Un bisogno che, spulciando i vari forum e le numerose richieste su Yahoo Answers, potremmo quasi considerare manifesto, piuttosto che latente: l’idea di conservare in una scatola l’intera raccolta di lettere che, mese dopo mese, hanno consentito il crearsi e il consolidarsi di particolari relazioni sociali è, del resto (come ricordano anche i promotori nel presentare il progetto), antichissima e l’operazione attuale potrebbe, da questo punto di vista, essere vista come una riformulazione in chiave contemporanea di tale esigenza.

Cerchiamo, allora, di dare organicità a quanto detto, osservando più da vicino cosa comporti, dal punto di vista pratico, questa nuova sfida colta da Zuckerberg. Innanzitutto il passaggio ad un servizio di messaggeria dotato di particolari filtri e funzionalità accessorie (come la possibilità di inoltrare il messaggio o di allegarvi file di diverso tipo), con l’integrazione dei vari client di posta; ogni utente potrà avere un indirizzo registrato con dominio @facebook.it e integrabile nei principali servizi esterni di posta come Outlook, Thunderbird e Windows Mail, anche se al momento è possibile attivare questo indirizzo solo dopo averne fatto specifica richiesta alla pagina http://www.facebook.com/about/messages/, in seguito alla quale si riceverà una notifica di conferma e si verrà guidati passo per passo all’alfabetizzazione al mezzo e alla sua configurazione. A questo Facebook aggiunge la capacità di tener traccia dei nostri movimenti, quindi di attribuire una scala di priorità alle nostre comunicazioni, implementando quelli che vengono definiti dei “filtri intelligenti”; qualcosa di simile a ciò che ha sviluppato Gmail con il sistema di Priority InBox (che apprende in modo automatico quali sono i messaggi importanti e li posiziona in cima alla lista della posta in arrivo, la quale risulterà così suddivisa in tre aree distinte: messaggi importanti, messaggi speciali e tutto il resto), ma potenzialmente più raffinato.

Per approfondire la conoscenza preliminare del mezzo vi consigliamo di visitare, oltre alla pagina ufficiale di presentazione, il blog, dove è anche possibile esprimere commenti o fare domande. Sono state individuate, nello specifico, tre linee di innovazione nella fruizione. Innanzitutto il “Seamless Messaging”, cioè “tutti i messaggi (chat, mail, sms..) assieme”, in un’unica interfaccia: la parte, come abbiamo evidenziato, certamente più rivoluzionaria del progetto, con la possibilità aggiuntiva di alzare i livelli di privacy e controllare chi può o meno inviarci messaggi. “Conversation History”, cioè la “Cronologia completa delle conversazioni”, che permette di ridurre ulteriormente la dispersione e la frammentazione nelle nostre quotidiane conversazioni e di snellire le pratiche attuative delle stesse: non servirà più inserire l’oggetto o altre informazioni superflue, come i campi “Cc” e “Ccc”, e potremo decidere di abbandonare, con estrema facilità, lunghe conversazioni ormai prive di interesse per noi; l’interazione sarà, dunque, più veloce e informale, avvicinandosi maggiormente alla situazione tipica del faccia a faccia. Infine la “Social Inbox”, la cartella dedicata esclusivamente ai “messaggi che vuoi”, ai messaggi degli amici, mentre quelli provenienti da mittenti sconosciuti o considerati di massa sarranno spostati nella cartella “Others”, “Altro” (da dove poi l’utente potrà eventualmente spostarli), e lo spam verrà nascosto automaticamente. Sarà possibile, inoltre, creare conversazioni di gruppo e aggiungervi in un secondo momento nuove persone, che potranno accedere all’intero contesto comunicativo precedete all’aggiunta, così come è prevista la possibilità di annullare la propria adesione ad un gruppo conversazionale.

Cambiano i criteri di classificazione dei messaggi, che saranno, come si deduce da quanto abbiamo detto, il singolo destinatario e l’ordine cronologico. Non solo: Facebook Messaggi obbliga a rivedere i criteri stessi di suddivisione tradizionalmente utilizzati per descrivere le diverse forme di comunicazione, che ora si fanno indipendenti dal supporto utilizzato e si legano a nuove dinamiche spazio-temporali. Del resto siamo pronti a credere che Zuckerberg si sia ormai abituato all’idea di esser considerato un uomo “rivoluzionario”, “da record”: dopo essere stato eletto “persona dell’anno 2010” dalla rivista statunitense TIME (premio conteso, fino all’ultimo secondo, tra lui e Julian Assange, il fondatore di Wikileaks) “per aver connesso più di mezzo miliardo di persone ed aver realizzato una mappa delle loro relazioni sociali; per aver creato un nuovo sistema per lo scambio di informazioni; e per aver cambiato il modo in cui tutti noi viviamo le nostre vite”; dopo che il film basato sulla sua storia, The Social Network, è valso a Fincher la vittoria di ben quattro premi alla 68° edizione dei Golden Globe, svoltasi il 15 gennaio a Los Angeles; dopo essere stato eletto dal magazine Esquire fra i dieci uomini peggio vestiti del 2010; dopo tutto questo, il CEO di Facebook, Mark Elliott Zuckerberg, sembra essere pronto ad affrontare una sfida forse ancor più epocale: modificare i modelli mentali che tradizionalmente utilizziamo nell’interazione on-line. Il servizio pare portare alle estreme conseguenze, superandola, la possibilità, propria del mezzo multimediale, di avere a che fare con un testo “sincretico”, nel quale cioè, in una stessa istanza dell’enunciazione, troviamo una eterogenea pluralità di linguaggi espressivi, di canali percettivi e di media, uniti, tuttavia, da delle rinnovate strategie comunicative, che finiscono per sviluppare ulteriori significati, spesso indipendenti dalla volontà degli stessi ideatori del testo cosiddetto “sincretico”.

 Pubblicato su: PMI-dome

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