Meno tasse per gli investimenti nella cultura

Secondo la legge sono pienamente deducibili dal reddito delle impresa le erogazioni liberali in denaro a favore di enti e istituzioni no profit che realizzino attività legate ai beni culturali e allo spettacolo: la domanda deve arrivare entro il 31 gennaio

 

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela e valorizza il patrimonio storico e artistico della nazione”.

Ricordare l’art. 9 della nostra Costituzione aiuta a salutare con particolare favore qualsiasi iniziativa che intenda incoraggiare persone fisiche, imprese ed enti non commerciali ad investire nel valore fondamentale della cultura, e nella crescita economico-sociale del Paese che da essa deriva, passando per la comune azione di risorse pubbliche e private. Meno tasse per chi investe nella cultura: è questo lo slogan che riassume il senso dell’importante possibilità offerta, dall’azione congiunta di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Agenzia delle Entrate, a chi si è dimostrato particolarmente generoso con la cultura nel contesto italiano.

Entro il 31 gennaio 2010 i soggetti Ires possono, infatti, inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione riferita alle eventuali erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso del 2010 a favore di istituzioni ed enti non aventi scopo di lucro e che realizzino attività legate ai beni culturali e allo spettacolo. Come si legge nel sito del Mibac, queste erogazioni liberali rappresentano delle “liberalità in denaro a favore del settore pubblico o del settore privato no profit che possono costituire fiscalmente, a secondo della tipologia del soggetto erogatore, oneri deducibili dal reddito (imprese) o oneri detraibili dall’imposta sul reddito (persone fisiche e enti non commerciali)”. A differenza di persone fisiche ed enti, che potranno beneficiare di sgravi fiscali pari al 19% (così come previsto dall’art. 15, comma 1, lettera h) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986), per le imprese è prevista una deducibilità piena, pari cioè al 100%, senza alcun limite, né assoluto né percentuale (così come previsto dall’art. 100, comma 2, lettera m) del Testo Unico).

Da quest’anno, inoltre, le imprese che hanno effettuato questo tipo di erogazioni vedranno semplificare notevolmente le procedure per ottenere l’agevolazione: «fino allo scorso anno era necessario inviare due moduli, uno al ministero dei Beni Culturali e l’altro alle Agenzie delle Entrare – spiega Maria Laura Bacci, funzionario del Mibacda quest’anno, invece, è necessario inviare un solo modulo. L’erogatore lo invierà all’Agenzia delle Entrate, mentre il beneficiario soltanto al Mibac. Inoltre è stato reso più comprensibile il modulo che ad alcuni utenti sembrava complicato». A snellire tali procedure, è intervenuto, in particolare, il decreto ministeriale 19 novembre 2010 che ha previsto, appunto, il rispetto, per ciascuna delle parti coinvolte, di un solo obbligo di comunicazione: l’erogatore, dunque l’impresa, deve dichiarare l’erogazione per via telematica esclusivamente all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2011 e tramite il software di compilazione, disponibile da fine dicembre sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it; il beneficiario deve dichiarare l’erogazione ricevuta, sempre entro il 31 gennaio 2011, al Ministero per i beni e le Attività Culturali, tramite il nuovo modello per i soggetti beneficiari presente nel sito dello stesso Mibac, specificando i dati della propria organizzazione, quelli dei soggetti donatori, e precisando, per ogni donazione e ogni soggetto erogatore, la cifra versata e le finalità ricercate.

A definire le tipologie di enti che possono essere destinatari di erogazioni liberali in denaro, è il D.M. 3 ottobre 2001 del Ministero per i beni e le attività culturali, così come modificato dal D.M. 19 novembre 2010: lo Stato, gli enti locali e le persone giuridiche costituite da soggetti pubblici e tutti gli altri soggetti dotati di personalità giuridica, anche privata, che realizzino attività culturali.

È previsto, infine, un meccanismo in base al quale, nel caso in cui le donazioni in denaro superino i 139 milioni di euro, la tassazione riferita alla parte eccedente tale cifra è posta in capo ai destinatari della donazione stessa, tuttavia, finora, nessuna delle somme elargite ha superato tale soglia.

Pubblicato su: PMI-dome

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