L’anno di Eni

La nota società conquista il primo posto nella classifica CSR – Corporate Social Responsibility Online Award Global Leaders

Quello che Eni sta vivendo sembra essere un periodo di conferme in positivo. Dopo essere stata inclusa, per il quarto anno consecutivo, nel Dow Jones Sustainability Index, è riuscita a conquistare, per il secondo anno, il primo posto nella classifica CSRCorporate Social Responsibility Online Award “Global Leaders”.

Andiamo con ordine: come ricorda una nota nel sito di Eni, il Dow Jones Sustainability Index – nato nel 1999 con lo scopo di “tracciare la performance finanziaria di titoli che si distinguono per risultati eccellenti sotto un profilo economico, sociale e ambientale” – rappresenta oggi il “primo e più prestigioso indice borsistico internazionale di valutazione della sostenibilità delle imprese, cui accedono le società eccellenti nella gestione del business secondo criteri di sostenibilità”.

La revisione annuale quest’anno ha coinvolto oltre 2.600 società, tra le quali sono state scelte le 318 realtà leader nella sostenibilità (delle quali, a livello mondiale, solo 12, sulle 112 eleggibili, sono compagnie del settore Oil & Gas, cui appartiene Eni), raggruppate in 19 settori industriali e di servizi. L’inclusione rappresenta, certo, “un elemento distintivo a livello mondiale”, ed esso sembrerebbe dimostrare “la natura integrata del business di Eni e il suo impegno trasversale per uno sviluppo sostenibile”. Non a caso Eni si presenta ufficialmente come impresa votata a “valorizzare le persone, contribuire allo sviluppo e al benessere delle comunità nelle quali opera, rispettare l’ambiente, investire nell’innovazione tecnica, perseguire l’efficienza energetica e mitigare i rischi del cambiamento climatico”.

Legato a tale indice, troviamo un altro riconoscimento, che assume i confini del primato, di cui si parla proprio in questi giorni: la società di comunicazione internazionale Lundquist ha attribuito ad Eni, anche quest’anno, la qualifica di migliore azienda, nel contesto mondiale, per la comunicazione web delle proprie iniziative e attività in materia di responsabilità sociale di impresa. Ad essere stati esaminati sono stati proprio 91 membri del Dow Jones Sustainability Index, mentre 77 sono stati i criteri di valutazione utilizzati. Lo studio ha rivelato come molte aziende manchino nel tenere gli stakeholder aggiornati in un modo “attraete, dinamico e crescente”, dimostrandosi più deboli nel dialogo, nell’interattività e sulle informazioni di governance, etica ed investimenti socialmente responsabili. La società petrolifera italiana ha ottenuto un punteggio di 75,5 su 100, contro una media delle altre aziende di 47,6 (di qualche punto inferiore rispetto alla media dello scorso anno, corrispondente al 49,4). Eni, si legge nella motivazione, “ha mantenuto la propria posizione grazie alla grande e dettagliata sezione dedicata alla sostenibilità. La società offre molta attenzione alla responsabilità sociale di impresa e sostiene tale impegno con informazioni su performance e obiettivi, notizie e video”. Al secondo posto troviamo la statunitense Hewlett-Packard e al terzo la svizzera Nestlè, entrambe con un punteggio pari a 72,5; soltanto un’altra azienda italiana compare nella classifica, Enel, che ottiene il settimo posto, con 66,5.

Pubblicato su: pmi-dome

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